Un dossier sulle limitazioni della libertà, dell’autodeterminazione e dei diritti della persona

Verrà presentato il 10 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, “Il Diritto Fragile. Italia, 2026: Psichiatria, Tribunali e limitazioni della libertà, dell’autodeterminazione e dei diritti della persona”, dossier nel quale l’Associazione Diritti alla Follia ha raccolto una parte delle testimonianze e delle esperienze emerse durante la propria attività, mettendole in relazione con il quadro dei diritti e delle garanzie che dovrebbero tutelare le persone sottoposte a forme di coercizione o di limitazione della libertà

Dossier di Diritti alla Follia, "Il diritto fragile", ottobre 2026Verrà presentato pubblicamente il 10 ottobre, durante un incontro online promosso in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, Il Diritto Fragile. Italia, 2026: Psichiatria, Tribunali e limitazioni della libertà, dell’autodeterminazione e dei diritti della persona, importante dossier nel quale l’Associazione Diritti alla Follia ha raccolto una parte delle testimonianze e delle esperienze emerse nel corso della propria attività, mettendo le stesse in relazione con il quadro dei diritti e delle garanzie che dovrebbero tutelare le persone sottoposte a forme di coercizione o di limitazione della libertà.
Il webinar verrà registrato e trasmesso in differita alle 20,30 sulla pagina Facebook dell’Associazione. L’incontro sarà, appunto, «una presentazione pubblica, ma non una celebrazione», precisano da Diritti alla Follia, ritenendo che il dossier non rappresenti un punto di arrivo, ma «uno strumento per aprire ulteriori occasioni di confronto, online e in presenza, con persone direttamente interessate, professionisti, associazioni, ricercatori e istituzioni».

Il dossier nasce dall’esigenza di rispondere alla seguente domanda: «cosa accade quando, accanto alla narrazione istituzionale e professionale della psichiatria, vengono ascoltate le persone che quelle pratiche le hanno vissute direttamente?» Le risposte ottenute riguardano «TSO [Trattamenti Sanitari Obbligatori, N.d.R.], ricoveri psichiatrici, contenzione, trattamenti farmacologici non consensuali, misure di sicurezza, strutture residenziali, amministrazione di sostegno, procedimenti giudiziari e percorsi nei quali la possibilità di decidere, dissentire, uscire da una struttura o riappropriarsi della propria vita è stata vissuta come fortemente limitata». Si tratta di testimonianze individuali, che vengono presentate come tali, senza trasformare le stesse in statistiche, né affermare che ogni vicenda raccontata costituisca una violazione di legge o dei diritti umani.
Eppure la scelta di presentare il dossier il 10 ottobre non è casuale, perché Lived experiences heard: real voices, real change (“Esperienze vissute ascoltate: voci vere, cambiamento reale”) è esattamente il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’edizione 2026 della Giornata Mondiale della Salute Mentale. Un tema che lega il “cambiamento reale” all’ascolto delle “voci vere”. Pertanto «ascoltare le persone, celebrare le loro “voci” e parlare di partecipazione ha senso soltanto se quelle voci possono realmente mettere in discussione ciò che esiste e contribuire a cambiarlo – sottolineano da Diritti alla Follia –. Altrimenti il rischio è che l’esperienza vissuta venga trasformata in una testimonianza da ascoltare per un giorno, mentre le decisioni continuano a essere prese altrove e da altri».

«Il nostro dossier – aggiungono dall’Associazione – prova a fare questo: non parlare delle persone senza le persone, ma partire dalle loro esperienze per interrogare il sistema nel quale quelle esperienze si sono prodotte. Nel dibattito pubblico sulla psichiatria, infatti, molto spesso la voce delle persone direttamente interessate rimane sullo sfondo. Si parla di diagnosi, trattamenti, servizi, protocolli, sicurezza, presa in carico. Si parla di ciò che dovrebbe essere fatto per una persona. Più raramente ci si ferma a chiedere che cosa abbia significato per quella persona vivere un TSO, essere contenuta, ricevere un trattamento contro la propria volontà, essere sottoposta a una misura di sicurezza, entrare in una struttura dalla quale non era possibile allontanarsi liberamente o vedere altri decidere al proprio posto. Il dossier prova a spostare il punto di osservazione. Non per sostituire una narrazione con un’altra narrazione dominante, ma per aggiungere appunto alla discussione ciò che troppo spesso manca: le esperienze di chi quelle decisioni le ha subite o vissute direttamente. È una forma di contro-informazione, nel senso di mettere a disposizione informazioni, testimonianze e questioni che normalmente faticano a trovare spazio nel racconto pubblico».

Proprio per rimarcare che le testimonianze raccolte non sono fini a se stesse, esse sono state «accompagnate da un’analisi delle questioni giuridiche e dei diritti fondamentali che entrano in gioco: libertà personale, autodeterminazione, consenso, capacità giuridica, garanzie giudiziarie, diritto all’informazione, possibilità di contestare una misura, condizioni di privazione della libertà e divieto di trattamenti inumani o degradanti». Un lavoro che ha assunto come riferimenti la Costituzione Italiana, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, gli standard internazionali in materia di diritti umani e quelli elaborati dal CPT (Comitato Europeo per la Prevenzione della tortura).
«Il dossier è già stato trasmesso a diversi organismi istituzionali nazionali e internazionali affinché le esperienze raccolte possano essere conosciute anche da chi ha responsabilità di monitoraggio, tutela e promozione dei diritti».

In conclusione segnaliamo che il testo completo del dossier Il Diritto Fragile. Italia, 2026: Psichiatria, Tribunali e limitazioni della libertà, dell’autodeterminazione e dei diritti della persona”, curato da Diritti alla Follia, è già fruibile online sia nella versione italiana (a questo link), sia in lingua inglese (a quest’altro link). (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: [email protected]; sito dell’Associazione Diritti alla Follia e pagina Facebook da cui è possibile seguire il webinar di presentazione del dossier previsto per il 10 ottobre alle 20,30).
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e viene qui ripreso, con diverso titolo e alcuni riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.
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