Bene snellire la burocrazia, ma bisogna affrontare anche il costo dei carburanti

Nell’accogliere con favore le parti riguardanti le persone con disabilità presenti nello schema di decreto del “Nuovo Codice della Strada”, che ha formalmente iniziato il proprio iter legislativo, e in particolare l’introduzione dell’obbligo per i Comuni di aderire alla Piattaforma Nazionale CUDE, la Federazione FISH sottolinea tuttavia che in questa fase, per rendere effettiva la libertà di movimento, bisogna affrontare anche il tema del costo dei carburanti

Benzinaio con pompa di carburante che fa rifornimentoLa FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) accoglie con favore le parti riguardanti le persone con disabilità presenti nello schema di decreto del Nuovo Codice della Strada, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e che quindi ha formalmente iniziato il proprio iter legislativo, come abbiamo segnalato ieri sulle nostre pagine.
In particolare il commento della Federazione è positivo per l’introduzione dell’obbligo per i Comuni di aderire alla Piattaforma Nazionale CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), avviata a suo tempo per consentire l’accesso automatizzato alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) su tutto il territorio nazionale, obbligo da rispettare, pena non poter più utilizzare i dispositivi per l’accertamento a distanza delle violazioni del Codice. «Spostarsi per lavorare, studiare, curarsi o incontrare gli amici è un diritto di cittadinanza: non può dipendere da una comunicazione da ripetere a ogni Comune», dicono infatti dalla FISH.

«In parallelo – commentano poi con analogo favore dalla Federazione – lo schema di decreto risponde anche all’urgente necessità di contrastare l’uso illecito o fraudolento del contrassegno, inasprendo le relative sanzioni amministrative a garanzia di chi necessita realmente di tali tutele, senza dimenticare l’introduzione di criteri di rilascio e linee guida medico-legali finalmente omogenei su tutto il territorio nazionale, né la gestione delle aree di sosta per i monopattini, puntando a ridurre gli ostacoli urbani, per tutelare la sicurezza e l’accessibilità dei cittadini e delle cittadine con disabilità visiva».

E tuttavia, in àmbito di mobilità delle persone con disabilità, in questa fase c’è anche un rovescio della medaglia, come sottolinea il presidente della FISH Vincenzo Falabella: «Questo provvedimento – afferma – evidenzia come il mezzo privato sia indispensabile per le persone con disabilità, soprattutto a causa delle diffuse barriere che rendono ancora inaccessibile il trasporto pubblico. Per molti, infatti, l’automobile è l’unica opzione per garantire l’autonomia negli spostamenti verso il lavoro, lo studio, le cure e la vita sociale. Proprio per questo, però, occorre affrontare anche il tema dei costi: come rendere effettiva la libertà di movimento se il prezzo dei carburanti rischia di rendere gli spostamenti economicamente insostenibili? Per chi non dispone di alternative accessibili, ridurre l’uso dell’auto può significare rinunciare a molti aspetti della propria vita. Alla semplificazione amministrativa devono quindi accompagnarsi misure capaci di sostenere i costi della mobilità delle persone con disabilità e delle loro famiglie». (S.B.)

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