Libertà delle persone con disabilità: non solo dichiarazioni di principio, ma sostegni, risorse e possibilità reali

«Il valore di queste giornate a Bruxelles dovrà trovare seguito nelle scelte pubbliche e nella vita quotidiana, perché la libertà delle persone non resti affidata alle dichiarazioni di principio, ma trovi sostegni, risorse e possibilità reali»: lo dicono dall’Associazione sammarinese Attiva-Mente, che ha recentemente partecipato alla dodicesima “Freedom Drive”, una delle principali campagne promosse dall’ENIL, la rete europea impegnata nella promozione della Vita Indipendente e dei diritti delle persone con disabilità
Tomassoni e Cervellini a Bruxelles per "Freedom Drive 2026"
Mirko Tomassoni e Vilma Cervellini, presidente e vicepresidente dell’Associazione sammarinese Attiva-Mente, nel “cuore” delle Istituzioni europee a Bruxelles, in occasione della recente “Freedom Drive 2026”

Come avevamo segnalato a suo tempo, anche l’Associazione sammarinese Attiva-Mente ha partecipato, tra fine settembre e inizio ottobre, alla dodicesima edizione della Freedom Drive, una delle principali campagne promosse dall’ENIL (European Network on Independent Living), la rete europea impegnata nella promozione della Vita Indipendente e dei diritti delle persone con disabilità. A rappresentarla sono stati il presidente Mirko Tomassoni, membro del Consiglio di ENIL, e la vicepresidente Vilma Cervellini, che parlano di «un’edizione particolarmente riuscita per partecipazione e qualità dei contenuti, con una soddisfazione condivisa anche dagli organizzatori».
No more excuses – Our time is now!: “Basta scuse, il nostro momento è adesso!”: questo il messaggio dell’iniziativa che ha accompagnato tre giornate dedicate alle condizioni necessarie per rendere effettiva la libertà delle persone con disabilità. Per l’occasione i workshop promossi e la conferenza hanno affrontato temi quali l’assistenza personale, l’abitare accessibile, il superamento dell’istituzionalizzazione, l’educazione inclusiva, la partecipazione, l’intimità e le relazioni. Si è trattato quindi di un prezioso confronto fra esperienze di Paesi diversi, nel quale le testimonianze individuali sono diventate l’occasione per individuare ostacoli comuni e discutere risposte concrete.

Momento centrale dell’iniziativa si è avuto con la Marcia per la Libertà del 1° ottobre, che durante la sosta davanti alla sede della Commissione Europea ha visto i partecipanti incontrare la commissaria per l’Uguaglianza Hadja Lahbib alla quale sono state consegnate le rivendicazioni del movimento.
Alla partenza della Marcia, Mirko Tomassoni, a nome del Direttivo di ENIL, ha richiamato «il costo umano dei continui rinvii nell’attuazione dei diritti». «Un’assistenza che manca o una possibilità negata – ha affermato infatti – possono significare rinunciare a studiare, lavorare, viaggiare o costruire una relazione».
«A vent’anni dall’adozione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – ha proseguito -, il tempo trascorso ad aspettare non può essere considerato una conseguenza accettabile dell’inerzia istituzionale». «Non dobbiamo tutti desiderare la stessa vita – ha concluso -, dobbiamo poter scegliere la nostra ed è importante un movimento capace di collaborare con le Istituzioni, senza rinunciare alla propria autonomia, alla critica e alla protesta democratica».

Successivamente, presso il Parlamento Europeo, i Freedom Drivers hanno incontrato vari Europarlamentari dell’Intergruppo sulla Disabilità e a Tomassoni è stato anche affidato il compito di dare il benvenuto alla presidente Roberta Metsola e di presentarle il significato dell’iniziativa, prima del suo ingresso nella sala dove erano riunite le varie delegazioni.
«Il confronto istituzionale – spiegano da Attiva-Mente – ha posto al centro il futuro bilancio europeo e le risorse da destinare alla Vita Indipendente. Le richieste portate a Bruxelles indicano una direzione precisa: interrompere il finanziamento della segregazione e investire nei sostegni per vivere nella comunità; garantire assistenza personale, abitazioni accessibili ed economicamente sostenibili, inclusione nel lavoro ordinario, sostegno alle proprie decisioni e pari opportunità per donne e ragazze con disabilità. Non interventi separati, ma condizioni che, insieme, rendano possibile governare la propria vita».

«Abbiamo anche voluto ricordare – concludono dall’Associazione sammarinese – coloro che non hanno potuto essere presenti a Bruxelles a causa di trasporti inaccessibili, costi o mancanza di assistenza: ostacoli che rendono ancora più urgente il lavoro comune. Il valore di queste giornate presso le Istituzioni Europee, infatti, dovrà trovare seguito nelle scelte pubbliche e nella vita quotidiana, perché la libertà delle persone non resti affidata alle dichiarazioni di principio, ma trovi sostegni, risorse e possibilità reali». (S.B).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: [email protected].
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