Tecnologie assistive e ausili: ancora troppi ostacoli nell’Unione Europea

Elenchi superati di attrezzature, finanziamenti scarsi, carenza di informazioni e di consulenza specialistica sia per le autorità che per gli utenti, inadeguatezza dei supporti durante l’utilizzo delle tecnologie assistive: sono le principali ragioni che fanno concludere al Forum Europeo sulla Disabilità, in un recente documento, che «la disomogeneità delle leggi e dei sistemi di finanziamento in tutta l’Unione Europea continua a impedire a molte persone con disabilità di accedere ai dispositivi e alle tecnologie di cui hanno bisogno»
Tecnologie assistive, grafica dell'EDF
Realizzazione grafica dell’EDF (Forum Europeo sulla Disabilità)

«La disomogeneità delle leggi e dei sistemi di finanziamento in tutta l’Unione Europea continua a impedire a molte persone con disabilità di accedere ai dispositivi e alle tecnologie di cui hanno bisogno»: è sostanzialmente questa la conclusione del documento sulle tecnologie assistive nell’Unione Europea (disponibile in inglese a questo link), prodotto dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che evidenzia anche come le persone possano perdere l’accesso a tecnologie utilizzate per anni quando si trasferiscono all’interno dell’Unione Europea.

Nel dettaglio, l’EDF ha analizzato i diversi approcci nazionali alla fornitura di tecnologie assistive e ausili, individuando una serie di barriere inutili, dalla scelta limitata di prodotti, a causa di elenchi che non tengono conto della più ampia gamma di soluzioni presenti sul mercato dell’Unione Europea, agli insufficienti finanziamenti, che impediscono ad alcuni utenti di permettersi le soluzioni necessarie. E ancora, la mancanza di informazioni e di consulenza specialistica sia per le autorità che per gli utenti, nonché l’inadeguatezza dei supporti durante l’utilizzo delle tecnologie assistive.
Accade quindi, come si legge nel documento, che «normative diverse, elenchi differenti dei prodotti approvati e diversi livelli di finanziamento scoraggino spesso i fornitori dall’operare nei mercati più piccoli, spingendoli a dare priorità ai Paesi più grandi. Di conseguenza, anche prodotti che soddisfano tutti i requisiti non vengono forniti a causa di dubbi e incomprensioni da parte dei fornitori stessi».

L’EDF raccomanda quindi misure volte a garantire che le persone possano ottenere le tecnologie assistive di cui hanno bisogno, ovunque ne abbiano bisogno, mettendo al contempo a disposizione dei fornitori norme chiare e applicabili in tutta l’Unione Europea.
In tal senso si chiede di rendere trasparenti e più comprensibili gli approcci nazionali in questo settore, di adattare le norme (e non viceversa) alle esigenze degli utenti di tecnologie assistive, compreso un accesso più semplice ai finanziamenti, al supporto e alle modalità di ricorso contro le decisioni. Per questo è necessario armonizzare i requisiti informativi per le soluzioni assistive in tutti gli Stati Membri dell’Unione, garantendo il “riconoscimento reciproco” laddove esistano valutazioni equivalenti, assicurando inoltre che i sistemi di finanziamento supportino una più ampia varietà di tecnologie assistive e che anche i prodotti maggiormente specializzati raggiungano gli utenti nei mercati più piccoli. Si chiede infine di aumentare il numero di professionisti qualificati in grado di supportare gli utenti, così come di migliorare l’accesso transfrontaliero alle soluzioni di tecnologia assistiva e la libera circolazione delle persone con disabilità che le utilizzano.
«Solo rafforzando la cooperazione europea – concludono dall’EDF – si potranno ridurre le barriere e la frammentazione, consentendo al contempo ai Paesi dell’Unione di mantenere o sviluppare sistemi di supporto più completi». (Stefano Borgato)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Alejando Moledo (cui scrivere in inglese), [email protected].
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