Patenti speciali: bene la formazione alle Commissioni Mediche, ma gli adattamenti costano ancora troppo

In meno di due anni sono più che raddoppiate le persone con disabilità motorie in possesso di una patente speciale che si sono rivolte allo CSIMA, il Centro Superiore Integrato per la Mobilità Accessibile dell’Associazione ANGLAT, per individuare gli adattamenti del veicolo più adatti alle loro condizioni, ma resta il problema dell’accessibilità economica: infatti, anche quando la valutazione individua soluzioni tecniche adeguate, realizzarle per chi ne ha bisogno è spesso un ostacolo ancora insuperabile
Simulatore di guida, CSIMA (ANGLAT)
Il simulatore di guida sviluppato dallo CSIMA, il Centro Superiore Integrato per la Mobilità Accessibile dell’ANGLAT

In meno di due anni sono più che raddoppiate le persone con disabilità motorie in possesso di una patente speciale che si sono rivolte allo CSIMA, il Centro Superiore Integrato per la Mobilità Accessibile dell’ANGLAT (Associazione Nazionale Guida Legislazioni Andicappati Trasporti), per individuare gli adattamenti del veicolo più adatti alle loro condizioni. «Un trend e un risultato – dicono dall’Associazione – che dimostrano l’efficacia della formazione da noi promossa insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, destinata alle Commissioni Mediche locali delle Direzioni Generali Territoriali d’Italia. Resta il tema dell’accessibilità economica: infatti, anche quando la valutazione individua soluzioni tecniche adeguate, realizzarle per chi ne ha bisogno è spesso un ostacolo ancora insuperabile».

Sono circa 260.000 le persone con disabilità che in Italia guidano con una patente speciale e per le quali l’esito della valutazione può incidere direttamente sulla possibilità di guidare, muoversi e mantenere la propria autonomia. È a tal proposito che l’ANGLAT sta conducendo, come sottolineato, un percorso di formazione nazionale, rivolto appunto alle Commissioni Mediche locali delle Direzioni Generali Territoriali, che ha al centro il nuovo Prontuario Adattamenti, di cui si può leggere anche sulle nostre pagine, strumento che dal 2024 fornisce criteri per la valutazione dell’idoneità alla guida e degli adattamenti su misura pensati anche per le forme di disabilità più severe. Si tratta di un percorso tramite il quale supportare le Commissioni a riconoscere i casi più complessi e a valutarli con i medesimi criteri in tutta Italia, riducendo il rischio che la stessa condizione riceva risposte diverse da una Regione all’altra.
Dopo Roma e Bologna, dunque, il programma è arrivato recentemente anche in Lombardia, dove, secondo i dati dell’ANGLAT, sono circa 45.000 le persone che guidano con una patente speciale e ha raggiunto per la prima volta la Direzione Generale Territoriale del Nord Ovest a Milano.

«Il valore di questo nostro percorso – afferma Claudio Puppo, presidente nazionale dell’ANGLAT – è proprio nella sua dimensione nazionale: l’obiettivo è fare in modo che l’aggiornamento tecnico diventi competenza applicata nelle Commissioni e capacità di affrontare correttamente anche le situazioni più complesse. Da quando le Commissioni Mediche Locali partecipano alla nostra formazione, sono aumentati gli accessi allo CSIMA di persone con esigenze specifiche di adattamento e con patologie particolarmente complesse come tetraplegia, distrofia muscolare e sclerosi multipla».

Centrali, nel percorso avviato dallo CSIMA dell’ANGLAT, sono il simulatore di guida e il valutatore tecnico il primo dei quali riproduce in sicurezza le condizioni di guida, permettendo alla persona di sperimentare gli adattamenti prima ancora di salire su un veicolo reale, mentre il secondo misura in modo oggettivo le forze e i movimenti residui del conducente, certificando quali comandi può effettivamente utilizzare. Due strumenti, quindi, che rendono la valutazione meno soggetta all’interpretazione del singolo esaminatore e che consentono anche percorsi di addestramento sicuri prima della guida su strada.
«Un criterio tecnico più preciso – sottolinea Stefano Venturini, segretario nazionale dell’ANGLAT – si traduce in un diritto riconosciuto per un numero crescente di persone, che oggi finalmente ricevono una risposta che prima non potevano avere».

Per i casi più complessi, pertanto, la valutazione tecnica individua soluzioni avanzate quali i comandi hand-controls (leve e cerchielli sul volante che agiscono su freno e acceleratore) i quali permettono di guidare senza l’uso dei pedali, il pedale dell’acceleratore spostato a sinistra o pedali utilizzabili dal piede sano, adattamenti con impugnature per lo sterzo (pomello o sistema joystick/servo-sterzo per facilitare la sterzata con una mano), nonché sistemi di comandi integrati per facilitare l’accesso a luci/frecce/clacson all’interno del raggio d’azione del conducente. E tuttavia, come accennato in precedenza, quando i costi di allestimento del veicolo restano troppo alti, il diritto riconosciuto dalla Commissione Medica può restare inapplicato per ragioni economiche: molte persone, infatti, non riescono a tradurre la valutazione tecnica in autonomia reale.
«Siamo al lavoro su più fronti istituzionali – spiega Venturini – per l’ampliamento e l’applicazione delle agevolazioni fiscali che possano risolvere questo paradosso: stiamo ad esempio dialogando con il Consiglio Regionale del Lazio per le agevolazioni sulle Leggi Regionali, e con la Ministra per le Disabilità per le leggi nazionali. Inoltre, partecipiamo, insieme ad altri Enti, al tavolo di lavoro istituito presso l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, per affrontare le problematiche di applicazione delle agevolazioni fiscali nel settore auto».

A questo punto, l’ANGLAT, per abbracciare in modo uniforme anche altre forme di mobilità, ha già presentato al Ministero gli aggiornamenti dei Prontuari dedicati alla guida di motocicli e quad (patente AS) e alla guida con ausilio di protesi, fermi al 2003 e attualmente in fase di revisione da parte del Ministero stesso. «È un ulteriore passaggio – concludono dall’Associazione – per mantenere criteri, competenze e soluzioni tecniche al passo con l’evoluzione della tecnologia e le diverse esigenze funzionali delle persone con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Katia Pallone ([email protected]).
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