Un profilo personale digitale, facoltativo e gestito dall’interessato, da associare alla Carta Europea della Disabilità, per comunicare le proprie esigenze di assistenza, senza dover esibire ogni volta la documentazione sanitaria: è la proposta dell’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle persone con disabilità alle Commissioni del Senato impegnate nell’esame dell’Atto del Governo relativo alla Carta Europea della Disabilità (in recepimento della relativa Direttiva Europea) e al CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo)
Un profilo personale digitale, facoltativo e gestito dall’interessato, da associare alla Carta Europea della Disabilità, per comunicare le proprie esigenze di assistenza e dimostrare i requisiti per servizi e agevolazioni, senza esibire ogni volta la documentazione sanitaria: è la proposta che Maurizio Borgo, presidente dell’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle persone con disabilità, ha presentato alle Commissioni Riunite VIII (Ambiente e Lavori Pubblici) e X (Sanità e Lavoro) del Senato, impegnate nell’esame dell’Atto del Governo n. 444, relativo appunto alla Carta Europea della Disabilità (Direttiva Europea 2024/2841) e al CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo).
«Gli esempi – si legge in una nota dell’Autorità Garante – riguardano la vita quotidiana: nei trasporti, infatti, il profilo potrebbe contenere i codici internazionali che segnalano le esigenze di assistenza, facilitando la prenotazione del viaggio. Potrebbe altresì indicare il recapito del caregiver, agevolandone il riconoscimento in ospedale. E ancora, per tariffe agevolate e ingressi a musei o eventi sportivi, l’operatore riceverebbe solo la conferma del requisito, senza conoscere la diagnosi. Il profilo, per altro, resterebbe distinto dalla Carta, che non cambierebbe rispetto al modello europeo: sarebbe la persona a decidere se attivarlo e che cosa inserire; ogni operatore vedrebbe in tal modo solo le informazioni indispensabili e chi non lo usa conserverebbe tutti i propri diritti».
«Chiediamo al Parlamento – dichiara Maurizio Borgo – di cogliere l’occasione per rendere la Carta Europea della Disabilità ancora più utile. Non chiediamo nuovi diritti, ma di semplificare l’esercizio di quelli già riconosciuti. Una persona, infatti, non deve essere costretta a raccontare ogni volta la propria condizione o a mostrare ripetutamente documentazione sanitaria, quando è sufficiente verificare il requisito necessario per il servizio richiesto. Comunicare più facilmente un’esigenza ed evitare di esibire ogni volta un verbale significa più autonomia e più riservatezza. E il profilo resterebbe una libera scelta da costruire insieme alle persone con disabilità e alle loro organizzazioni».
In conclusione, il Collegio dell’Autrorità Garante ha espresso una valutazione complessivamente positiva sullo schema di Decreto coincidente con il citato Atto n. 444, accogliendo con soddisfazione anche il rinnovo semplificato del CUDE, proposto dall’Autorità stessa: per chi ha una disabilità permanente, infatti, basterà la certificazione originaria, senza nuove visite, e con il consenso dell’interessato il rinnovo sarà automatico. (S.B.)
Sul medesimo tema qui trattato, siuggeriamo anche, sempre sulle nostre pagine, la lettura del testo Carta Europea della Disabilità e Contrassegno Unificato CUDE: chiediamo meno burocrazia e procedure uniformi (a questo link).
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