Si terrà il 6 e 7 novembre a Rimini “Didattiche.2026”, sesta edizione dell’ormai tradizionale appuntamento promosso da Erickson, nuova occasione per ritrovare le voci più attive nel dibattito contemporaneo sull’educazione scolastica. Tra i temi centrali, oltre a “Pensare con l’intelligenza artificiale senza smettere di pensare” ed “Educare con il mondo”, anche “Nessuno ai margini”, per ricordare che «le differenze sono il punto da cui partire e quindi, per far sì che ciascuno e ciascuna possa imparare, non si deve adattare dopo, ma progettare fin dall’inizio»
È ormai imminente, al Palacongressi di Rimini, Didattiche.2026, sesta edizione dell’ormai tradizionale appuntamento promosso per il 6 e 7 novembre da Erickson, «nuova occasione per trovarsi e ritrovare le voci più attive nel dibattito contemporaneo sull’educazione scolastica – questa la presentazione – per confrontarsi, aggiornarsi e cercare insieme di costruire una visione forte e necessaria: innovare significa costruire una scuola capace di valorizzare ogni persona».
«Una scuola – proseguono da Erickson – che riconosca le differenze, sostenga i percorsi individuali e offra a ciascun alunno e alunna gli strumenti per sviluppare il proprio progetto di vita. Ma innovare, oggi, non è solo introdurre nuove metodologie, bensì ripensare in modo continuo i processi educativi, mettendo al centro le relazioni, il contesto e la qualità dell’esperienza di apprendimento. Ed è una sfida che riguarda tutta la comunità educativa».
Tra i temi centrali della due giorni di Rimini, vi saranno Pensare con l’intelligenza artificiale senza smettere di pensare, Educare con il mondo e anche Nessuno ai margini rispetto al quale viene soprattutto ricordato come «le differenze siano il punto da cui partire e quindi, per far sì che ciascuno e ciascuna possa imparare, non si deve adattare dopo, ma progettare fin dall’inizio». (S.B.)
A questo link tutte le notizie e il programma completo del congresso di Rimini. Per altre informazioni: Lisa Oldani ([email protected]).
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