
È accaduto a Palermo, lungo la pista ciclabile che collega lo Stadio delle Palme e la Piscina Comunale, dove Salvatore “Salvo” Aversa, atleta velocista con disabilità, stava correndo insieme ad altri suoi compagni, prima di essere travolto da un ciclista che stava percorrendo la stessa. Il ciclista, oltre a non prestare soccorso all’atleta, né chiedere se si fosse fatto male, lo ha anche offeso dicendogli: «Cretino, hai pure gli occhi storti!».
«Stavo correndo insieme ai miei compagni sul lato sinistro- racconta Aversa -, quando è arrivato questo ciclista dal lato opposto e, cercando di evitarlo, mi ha colpito per metà del petto e sulla coscia sinistra. Sono caduto per terra, facendomi male, ma, invece di aiutarmi, mi ha pure offeso dicendomi “Cretino, pezzo di m…, hai pure gli occhi storti!”, mentre i miei compagni mi hanno aiutato dicendomi che non era stata colpa mia, ma solo sua».
A rendere noto l’accaduto su Facebook e sulla stampa, è stata la madre dell’atleta, Marina Bonfante, che ha espresso profondo disappunto non solo per quanto accaduto al figlio, ma soprattutto per il fatto che tale episodio si sia verificato in un contesto sportivo, laddove, cioè, cose del genere non dovrebbero proprio accadere: «Salvo e i suoi compagni – ha spiegato – stavano correndo in fila indiana lungo il ciglio della pista ciclabile senza invaderla, quando il ciclista che veniva dalla parte opposta lo ha travolto e fatto cadere per terra procurandogli lividi ed escoriazioni sulla coscia sinistra. Non ho voluto subito attribuire a quest’ultimo ogni responsabilità perché potrebbe esserci stata, in parte, anche una responsabilità di Salvo, fin quando però egli stesso non mi ha detto che, oltre ad essere stato travolto senza che il ciclista gli abbia prestato soccorso, è stato pure offeso».
«Questo – ha aggiunto – è un comportamento inaccettabile, soprattutto se accade tra atleti, e non è il messaggio che voglio trasmettere a mio figlio. Cerco sempre di insegnargli i valori importanti dello sport e che sia sempre più autonomo, ma questo episodio mi ha profondamente delusa, anche perché Salvo è una persona molto educata e non risponderebbe mai allo stesso modo di questo (pseudo)ciclista».
«Approfondirò la faccenda – ha concluso – anche se rimane la delusione per i tanti sforzi e il tanto lavoro fatto per trasmettere a mio figlio valori che, a causa del comportamento indegno di un altro atleta, hanno smarrito il proprio significato».
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