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«L’evoluzione delle parole – scrive Salvatore Cimmino – deve camminare di pari passo con quella dei fatti. In altre parole, affrancare il linguaggio sulla disabilità dai vecchi pregiudizi e democratizzare, ad esempio, le tecnologie assistive sono due facce della stessa medaglia: i passi fondamentali per abbattere ogni barriera. Eppure, questa spinta verso il futuro si scontra ancora troppo spesso con una realtà burocratica miope e discriminatoria» Le parole che scegliamo non si limitano a descrivere la realtà, la costruiscono. Quando si parla di disabilità, il confine tra inclusione e stigma passa inevitabilmente attraverso il vocabolario che utilizziamo quotidianamente. Per decenni,...
«La vera sfida educativa – scrive Tonino Urgesi – consiste nel trasformare lo sguardo: passare dalla domanda su ciò che una persona non può fare alla ricerca di ciò che può essere, vivere, comunicare e costruire nella relazione con gli altri. In questa prospettiva, la persona con deficit non rappresenta un’eccezione rispetto all’umano, ma una presenza che aiuta l’intera comunità a comprendere più radicalmente che cosa significhi essere umani» Questa mia riflessione vuole porre una questione pedagogica e filosofica fondamentale: che cosa intendiamo quando parliamo di “normalità” e, soprattutto, a chi appartiene il compito di definirla? L’analisi qui condotta conduce...
«Vorremmo che tutti – scrive Paola Bombaci -, servizi e famiglie, partissimo dalla domanda: che cosa serve a nostro figlio per stare bene, in un posto che sia davvero casa sua, con persone che lo conoscono? Serve una medicina che collabora, invece di prendere in carico, servizi che modificano gli ambienti, invece di spostare le persone e un tavolo di valutazione dove nostro figlio sia presente, e non soltanto discusso» Ho letto su queste stesse pagine l’approfondimento di Francesco Crisafulli intitolato Disabilità intellettiva, disturbi del neurosviluppo e complessità comportamentale: chi affianca la rete educativa e le famiglie? nel quale l’autore...
«Le famiglie che assistono quotidianamente figli con disabilità non possono essere costrette ad aggiungere alle tante difficoltà anche il timore che i luoghi destinati alla cura e all’educazione non siano sufficientemente sicuri»: lo scrive Marco Macrì, a proposito di quanto accaduto nei giorni scorsi in Campania, dove un giovane con autismo di 24 anni è morto precipitando dal terrazzo di una struttura riabilitativa, e un anno fa in Liguria, dove un bimbo con autismo ha riportato gravissime lesioni, dopo una caduta dal terrazzo di una scuola La morte del giovane autistico di 24 anni precipitato nei giorni scorsi da una...
«È necessario – scrive Claudio Calligaris, segnalando alcuni episodi di persone con disabilità lasciate a terra dagli autobus a causa dei loro ausili – un intervento a livello nazionale che adegui la normativa e garantisca a tutti il diritto a muoversi liberamente. L’attuale dicitura è infatti troppo restrittiva, consentendo di fatto il trasporto pubblico solo alle carrozzine in autospinta (e neppure a tutte), quando la motorizzazione delle carrozzine stesse è oramai, fortunatamente, diffusissima e dà a tante persone una grande autonomia» Un socio della nostra Associazione [Associazione Tetra-Paraplegici del Friuli-Venezia Giulia, N.d.R.] è stato lasciato a terra! Gli è stato...
«Saper cooperare a scuola – scrive Luca Grecchi – avvantaggerebbe davvero tutti, dagli studenti, che guadagnerebbero libertà di espressione, ai genitori, che potrebbero condividere in modo più partecipato i processi di apprendimento dei figli, ai docenti stessi, che potrebbero svolgere meglio la loro funzione educativa. Ma solo un insegnante umile, caratterizzato da rispetto e cura verso studenti, famiglie e colleghi, può agevolare quei processi cooperativi di apprendimento volti a creare comunità» In un mio precedente articolo su queste stesse pagine (Solo la cooperazione può agevolare a scuola un ambiente inclusivo), mi ero soffermato sulla necessità di utilizzare maggiormente, nel percorso...