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21 Ottobre 2026

«Un insegnante di sostegno – scrivono Marta Frisenda e Riccardo Tosin – non può limitarsi a lavorare esclusivamente con alcuni alunni. Deve lavorare con tutta la classe. Perché i ragazzi “con Bisogni Educativi Speciali” e la classe non sono due entità diverse. Devono andare nella stessa direzione. E devono farlo insieme» A volte l’insegnante di sostegno, nella scuola secondaria di primo grado, assomiglia a un esploratore all’avventura nella giungla. Non si aggira tra alberi giganti e belve feroci, ma tra i banchi e gli alunni, che sono un ibrido tra «sono grande e me la vedo da solo» e «possiamo vedere...

21 Ottobre 2026

«Se questa mia testimonianza – scrive Denis Masoch – di una vita accompagnata costantemente dal dolore della fibromialgia riuscirà a far comprendere anche a una sola persona che una disabilità può essere invisibile, che un sorriso non esclude la sofferenza o che una passione può aiutare a ritrovare la forza di andare avanti, allora raccontarla sarà valso la pena» Puoi incontrarmi per strada, vedermi sorridere, scambiare qualche parola con me e pensare che io stia bene. Puoi vedermi parlare con entusiasmo dei miei progetti e non immaginare che, dietro quel sorriso, ci sia una persona che convive ogni giorno con...

20 Ottobre 2026

Già autore per il nostro giornale dell’approfondimento sul tema “Disabilità intellettiva, disturbi del neurosviluppo e complessità comportamentale: chi affianca la rete educativa e le famiglie?”, l’educatore professionale Francesco Crisafulli replica al commento di Paola Bombaci su quell’approfondimento (“La domanda da fare è: che cosa serve a nostro figlio per stare bene?”), sottolineando tra l’altro che «il benessere e l’ascolto della persona sono il fine ultimo e l’unico senso di qualsiasi servizio» In replica a quanto scritto nei giorni scorsi da Paola Bombaci, in un intervento pubblicato dal sito di Informare un’h e da noi ripreso (La domanda da fare è:...

16 Ottobre 2026

«L’evoluzione delle parole – scrive Salvatore Cimmino – deve camminare di pari passo con quella dei fatti. In altre parole, affrancare il linguaggio sulla disabilità dai vecchi pregiudizi e democratizzare, ad esempio, le tecnologie assistive sono due facce della stessa medaglia: i passi fondamentali per abbattere ogni barriera. Eppure, questa spinta verso il futuro si scontra ancora troppo spesso con una realtà burocratica miope e discriminatoria» Le parole che scegliamo non si limitano a descrivere la realtà, la costruiscono. Quando si parla di disabilità, il confine tra inclusione e stigma passa inevitabilmente attraverso il vocabolario che utilizziamo quotidianamente. Per decenni,...

16 Ottobre 2026

«La vera sfida educativa – scrive Tonino Urgesi – consiste nel trasformare lo sguardo: passare dalla domanda su ciò che una persona non può fare alla ricerca di ciò che può essere, vivere, comunicare e costruire nella relazione con gli altri. In questa prospettiva, la persona con deficit non rappresenta un’eccezione rispetto all’umano, ma una presenza che aiuta l’intera comunità a comprendere più radicalmente che cosa significhi essere umani» Questa mia riflessione vuole porre una questione pedagogica e filosofica fondamentale: che cosa intendiamo quando parliamo di “normalità” e, soprattutto, a chi appartiene il compito di definirla? L’analisi qui condotta conduce...

16 Ottobre 2026

«Vorremmo che tutti – scrive Paola Bombaci -, servizi e famiglie, partissimo dalla domanda: che cosa serve a nostro figlio per stare bene, in un posto che sia davvero casa sua, con persone che lo conoscono? Serve una medicina che collabora, invece di prendere in carico, servizi che modificano gli ambienti, invece di spostare le persone e un tavolo di valutazione dove nostro figlio sia presente, e non soltanto discusso» Ho letto su queste stesse pagine l’approfondimento di Francesco Crisafulli intitolato Disabilità intellettiva, disturbi del neurosviluppo e complessità comportamentale: chi affianca la rete educativa e le famiglie? nel quale l’autore...

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