La revoca da parte della Commissione Europea della Proposta di Direttiva sulla Parità di Trattamento «mina gravemente l’impegno dell’Unione Europea verso l’uguaglianza, i diritti umani e il processo decisionale democratico»: lo denuncia l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che insieme ad altre otto organizzazioni invita la stessa Commissione Europea a cambiare rotta urgentemente
L’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, insieme ad altre otto organizzazioni impegnate per i diritti umani, ha criticato duramente la decisione della Commissione Europea di ritirare la Proposta di Direttiva sulla Parità di Trattamento entro i prossimi sei mesi (abbiamo parlato di tale scelta in questo pezzo): «Questo ritiro, senza alcuna indicazione di una legge più forte in arrivo, mina gravemente l’impegno dell’Unione Europea verso l’uguaglianza, i diritti umani e il processo decisionale democratico».
«La decisione – sottolineano dalle varie organizzazioni – è stata presa senza preavviso o consultazione con altre Istituzioni dell’Unione Europea o con la società civile. Essa è stata presentata in un allegato al Programma di Lavoro della Commissione per il 2025, con la giustificazione che è stata bloccata dai governi nazionali, in particolare dalla Germania, per 17 anni e questo nonostante il lavoro considerevole svolto dalle recenti Presidenze dell’Unione, per far sì che la Direttiva venisse finalmente adottata».
La Proposta di Direttiva sulla Parità di Trattamento mira a colmare il vuoto nella legislazione anti-discriminazione che lascia milioni di persone emarginate senza protezione. È stata espressa dopo una lunga battaglia da parte della società civile e dovrebbe proteggere le persone che affrontano discriminazioni, come richiesto dai trattati dell’Unione Europea e dal diritto internazionale sui diritti umani. Nel caso delle persone con disabilità, essa dovrebbe garantire che la mancanza di accessibilità e il rifiuto di accomodamenti ragionevoli venissero equiparate a vere e proprie forme di discriminazione. Nello specifico, la Direttiva copre servizi pubblici e privati, inclusi protezione sociale, assistenza sanitaria, istruzione e accesso a beni e servizi disponibili al pubblico, come l’alloggio: tutti àmbiti in cui, com’è ben noto, le persone con disabilità continuano ad essere discriminate in modo sproporzionato.
«La Commissione Europea – dichiara il fronte delle organizzazioni – deve urgentemente cambiare rotta, valutando la decisione di ritirare la proposta o in alternativa di proporre immediatamente una nuova legge che venga discussa e adottata il più velocemente possibile. Chiediamo a tal proposito alla Presidenza polacca di convocare un incontro urgente e pubblico del Consiglio affinché la Commissione spieghi questa decisione, e di sollecitare tutti gli Stati Membri, in particolare la Germania, l’Italia e la Repubblica Ceca, a trovare un accordo prima del ritiro della proposta. Chiediamo infine al Parlamento Europeo di tenere un’audizione pubblica con la Commissione Europea»,
Il presidente dell’EDF Yannis Vardakastanis, ha dichiarato: «Questo ritiro, nascosto a pagina 25 di un allegato, è uno schiaffo in faccia ai milioni di persone che hanno lottato per la legge. La Commissione e il Consiglio devono riconoscere la propria responsabilità e adottare rapidamente una forte legge antidiscriminazione». (Carmela Cioffi)
Per ulteriori informazioni: André Felix (Ufficio Comunicazione EDF), andre.felix@edf-feph.org (cui scrivere in inglese).
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