«Condivido le lagnanze espresse su queste stesse pagine dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati – scrive Salvatore Nocera – rispetto ai corsi di specializzazione sul sostegno rivolti ai docenti con titolo estero, iniziativa di imminente avvio, corsi che ritengo troppo brevi e affrettati, pur essendo certo che il Ministero terrà fede all’impegno espresso nel Decreto istitutivo di essi, ossia che si svolgeranno solo e unicamente per questa volta»
In riferimento ai corsi di specializzazione sul sostegno rivolti ai docenti con titolo estero, iniziativa di imminente avvio, messa pesantemente in discussione su queste stesse pagine dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati [al testo intitolato “Quei corsi di specializzazione sul sostegno così non vanno”, raggiungibile a questo link, N.d.R.], ricordo di avere sempre pubblicamente criticato quei corsi, a titolo esclusivamente personale, ritenendoli di scarsa formazione teorica, pur essendo la Federazione FISH meritoriamente riuscita a fare innalzare il numero dei Crediti Formativi inizialmente previsti solo sino al numero di 30. Li ho criticati, oltre che per i vari motivi espressi proprio dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, anche per la mancanza totale di tirocinio indiretto, che è fondamentale per una formazione professionale guidata da un tutor il quale fa riflettere il tirocinante su eventuali errori, fornendogli proposte operative corrette. Il citato tirocinio indiretto, è opportuno qui precisare, consiste in dialoghi in presenza in cui il tirocinante sottopone appunto al tutor gli aspetti problematici ai quali ha assistito durante il tirocinio diretto e le eventuali soluzioni di essi, ricevendone conferme o correzioni.
Nel condividere dunque le lagnanze del Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, sono per altro certo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito terrà fede all’impegno espresso nel Decreto istitutivo di tali corsi (Decreto Interministeriale 77/25) che essi si svolgeranno solo e unicamente per questa volta. Voglio infatti ancora una volta ribadire la mia contrarietà a questi corsi perché, accodandomi alla SIPeS (Società Italiana di Pedagogia Speciale), li ritengo troppo brevi e affrettati, chiedendo invece da tempo, insieme alla citata Federazione FISH, che i corsi di specializzazione per il sostegno abbiano una durata di due anni, come accadeva quando erano addirittura “monovalenti”, cioè validi per una sola minorazione (ciechi o sordi o psicofisici), mentre adesso che sono “polivalenti”, ossia validi per tutte le minorazioni, durano appena un anno.
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Il diritto di non sapersi difendere Autismo, disabilità e il paradosso di dover diventare la propria difesa proprio quando non si riesce più a farlo: ruota attorno a questo la storia raccontata da Federica, una storia…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…