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«Vi vedo combattere con un mondo che fa fatica ad accorgersi di me – scrive tra l’altro la docente di sostegno Elena Barbagallo, in questa lettera immaginaria di un figlio con disabilità ai suoi genitori – e vi sono grato per ogni porta a cui bussate finché non si apre, per ogni volta che dite “mio figlio ha diritto!”, non come una preghiera, ma come un fatto» Grazie, non ve lo dico mai nel modo giusto. Non perché non lo pensi – lo penso, è lì sempre. Ma le parole tra me e voi prendono strade strane, si perdono, arrivano...
«Per quanto concerne gli allievi con disabilità – scrive tra l’altro Luca Grecchi -, esiste un elevato numero di ricerche, univoche nei risultati, le quali indicano che chi ha, per qualsiasi motivo, qualche difficoltà, impara meglio se studia insieme a tutti gli altri, oltre a socializzare in maniera più completa. Per quanto riguarda poi gli studenti “normotipici”, anche qui si può affermare che l’apprendimento, in un contesto inclusivo, non è affatto ostacolato, e che la socializzazione, più ampia, risulta indubbiamente favorita» Il ritorno alle scuole o classi speciali per gli studenti e le studentesse con disabilità è un tema ciclicamente presente nel dibattito pubblico. Il Centro Studi Erickson, nel novembre dello scorso...
«In una società che si regge sempre più su queste figure invisibili – scrive Daniela Mignogna -, lasciare i caregiver senza tutele adeguate non è solo ingiusto: è miope. Significa abbandonare chi, ogni giorno, tiene in piedi pezzi interi di vita. Prendersi cura di chi si prende cura non è un favore, è una responsabilità collettiva. Perché nessuno dovrebbe sentirsi in colpa per avere bisogno di aiuto. E nessuno dovrebbe affrontare da solo il momento in cui, per una volta, è lui ad avere bisogno di essere curato» Ci sono equilibri che sembrano naturali solo finché non si spezzano. Routine...
«L’inclusione – scrive Paola Di Michele – esiste solo in quanto inclusione in tutti i contesti e gli aspetti della vita e nella scuola funziona solo se “funzionano” nel modo giusto le scuole, gli insegnanti curricolari, gli insegnanti di sostegno, le strutture territoriali sociali e sanitarie e le famiglie. Se una sola delle “pietre che formano l’arco” cede, tutto l’arco è in pericolo e rischia continuamente il crollo» Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra. «Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?», chiede Kublai Khan. «Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra», risponde Marco,...
«Per realizzare un reale processo di deistituzionalizzazione – scrive tra l’altro Simona Lancioni – sarà necessaria la definizione di uno specifico Piano Nazionale di deistituzionalizzazione, ma nel frattempo si deve lavorare per evitare che nuove persone vengano istituzionalizzate, insistendo invece per la sollecita predisposizione, per ogni persona che ne faccia richiesta, di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, del budget di progetto e degli accomodamenti ragionevoli necessari» Leggo con sconforto l’appello congiunto che le Associazioni Carrozzine Determinate e ANGSA Abruzzo (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo), hanno lanciato alle Istituzioni regionali, e in particolare a Nicoletta Verì, assessora...
«L’istituzionalizzazione – scrive Sara Bonannno – continua a essere la principale risposta dello Stato alle persone non autosufficienti, perché nella cultura burocratica e statale — ancora ancorata a vecchi schemi ospedalieri — la “stabilità dell’assistenza” viene confusa con la solidità dei muri, dei cancelli e degli organigrammi: cemento e apparati che si autoconservano, mentre la cura, che dovrebbe abitare le relazioni, viene espulsa» L’istituzionalizzazione continua a essere la principale risposta dello Stato alle persone non autosufficienti. Non perché garantisca una reale stabilità di cura, ma perché, nella cultura burocratica e statale — ancora ancorata a vecchi schemi ospedalieri — la...