«Sono passati alcuni giorni dalla Sentenza sui gravissimi maltrattamenti a persone con disturbo dello spettro autistico avvenuti nel 2016 in una struttura di Montalto di Fauglia (Pisa), gestita dalla Fondazione Stella Maris – scrive Marino Lupi – e il poco risalto mediatico dato alla Sentenza stessa si è definitivamente spento. Ma quella vicenda non riguarda solo i maltrattati e le loro famiglie, riguarda tutti noi. Che società è che permette che i figli più fragili vengano maltrattati?»

Sono ormai passati alcuni giorni dalla Sentenza [se ne legga anche su queste pagine, N.d.R.] e quel poco di risalto mediatico che aveva avuto il processo per gravissimi maltrattamenti a persone con disturbo dello spettro autistico avvenuti nel 2016 nella struttura di Montalto di Fauglia (Pisa), gestita dalla Fondazione Stella Maris, si è definitivamente spento. Così il tentativo di ricondurre la vicenda ad un qualcosa che riguardava e che riguarda solo i maltrattati e le loro famiglie si realizza.
La politica non se n’è occupata prima e non se n’è occupata durante il processo, figuriamoci ora. Dove sono i Sindaci di quei territori, dov’è la Regione?
La vicenda, però, non riguarda solo i maltrattati e le loro famiglie. Assolutamente no. Riguarda la comunità o, se volete, riguarda tutti noi. Che società è che permette che i figli più fragili vengano maltrattati? È questo il progresso, è questa la civiltà?
Non mi piace vivere in una comunità che non si occupa dei propri figli più fragili, non mi piace vivere in una comunità che quando i nostri figli più fragili vengono derisi, offesi, maltrattati e picchiati si volta dall’altra parte. E poi magari chi si volta dall’altra parte è presente alle inaugurazioni di nuovi istituti che la storia ci dice già ora che destino avranno.
La nostra comunità che pensa che queste vicende non la riguardino è ben poca cosa anche se si riempie la bocca con parole come welfare, presa in carico e altre belle dichiarazioni. È evidente che in questo momento chi si volta altrove ha altre priorità e la convinzione che debba toccare sempre agli altri è dominante e fa comodo ma…
«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare»… [adattamento di un sermone del pastore Martin Niemöller sull’inattività degli intellettuali tedeschi in seguito all’ascesa al potere dei nazisti e delle purghe dei diversi gruppi, N.d.R.].
*Presidente dell’Associazione Autismo Toscana e del Coordinamento Toscano Autismo.
Il presente contributo di riflessione è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
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