Come raccontiamo la diversità? E cosa intendiamo davvero quando parliamo di normalità?

«Un invito a pensare, ascoltare e dialogare senza etichette, un’occasione per mettere in discussione i confini del “normale” e riscoprire la bellezza della complessità umana»: saranno questo i due incontri in programma per il 13 novembre e l’11 dicembre a Torino, dal titolo complessivo “Enjoy the Difference”, promossi dall’Associazione Volonwrite, dal Disability Film Festival e dal Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

"Enjoy the Difference", Torino, 13 novembre e 11 dicembreEnjoy the Difference, letteralmente “Goditi la differenza” è il nome complessivo di due incontri dedicati al linguaggio, ai significati e agli immaginari legati al tema della differenza, in programma il 13 novembre e l’11 dicembre a Torino, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Via Modane, 16), promossi dall’Associazione Volonwrite, dal Disability Film Festival e dal Dipartimento Educativo della stessa Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, nell’àmbito del progetto C’è spazio per tuttə, finanziato dalla Fondazione Time2 attraverso il bando Cambiamenti.
«Come raccontiamo la diversità? E cosa intendiamo davvero quando parliamo di normalità? – si chiedono i promotori degli incontri –: Enjoy the Difference è un percorso pensato per esplorare e discutere i modi in cui le parole, le narrazioni e le esperienze plasmano la nostra visione del mondo, un invito a pensare, ascoltare e dialogare senza etichette, un’occasione per mettere in discussione i confini del “normale” e riscoprire la bellezza della complessità umana».

Nel dettaglio dei contenuti, il primo incontro del 13 novembre (ore 18.30), dal titolo NORMALITELLING, sarà centrato appunto sulla parola normalità, ovvero da dove è nata, come è cambiata nel tempo e come viene utilizzata nel linguaggio e nella società contemporanea. «Un confronto – viene detto – che intreccerà prospettive linguistiche, sociologiche e culturali, con due voci che hanno fatto della riflessione sulla diversità una pratica quotidiana». Le due voci di cui si parla saranno quelle di Fabrizio Acanfora, musicista, scrittore e attivista, persona con disturbo dello spettro autistico, che utilizza la propria esperienza come strumento di analisi e cambiamento, attraverso libri, conferenze e corsi in diversi paesi; e Manuela Manera, ricercatrice, docente e attivista transfemminista, che si occupa di linguaggio, genere e rappresentazioni, e che fa parte del Comitato Scientifico del CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere) dell’Università di Torino.
A moderare l’incontro saranno Marco Berton, “giornalista non convenzionale”, come egli stesso si definisce, co-fondatore e condirettore del Disability Film Festival, che si occupa di tematiche legate a disabilità e diversità per l’Associazione Volonwrite e altre realtà del Terzo Settore e Alice Scavarda, sociologa del Dipartimento Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, co-fondatrice dell’Associazione Culturale Graphic Medicine Italia, esperta di Disability Studies e della relazione tra fumetto e salute.

Il secondo incontro dell’11 dicembre (ore 18.30) si intitolerà invece DRAWERSITY e si incentrerà sui fumetti e la rappresentazioni della diversità, con la partecipazione di Barbara Centrone (Barbiequeer), ricercatrice e content creator e del fumettista Daniel Cuello. Modereranno Federico Stella, graphic designer, videomaker, responsabile multimedia dell’Associazione Volonwrite e la già citata Alice Scavarda. (S.B.)

Entrambi gli incontri saranno a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria tramite questo link. Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Marco Berton ([email protected]).
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