L’incontro “Apprendere accessibilità e inclusione. Qualità, attrazione ed efficienza dei territori” e la cerimonia conclusiva del “Premio Città accessibili a tuttə”, rivolto a tesi di laurea triennali e magistrali e a ricerche-studi, contraddistingueranno il 13 novembre a Firenze la partecipazione di “Città accessibili a tuttə”, progetto dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), alla ventiduesima edizione di “Urbanpromo”

Andare oltre la logica del singolo intervento di miglioramento dell’accessibilità per riuscire ad avviare processi integrati in grado di eliminare barriere fisiche, percettive, sensoriali, intellettive, sociali, economiche e culturali che limitano l’accesso delle persone al funzionamento urbano: è questo il filo rosso delle iniziative promosse sin dal 2016 dal progetto dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), Città accessibili a tuttə, regolarmente seguito anche dal nostro giornale, che nel 2020 ha istituito il Premio Città accessibili a tuttə, rivolto a tesi di laurea triennali e magistrali e a ricerche-studi.
La cerimonia conclusiva della sesta edizione del premio si avrà dunque il 13 novembre a Firenze, nell’àmbito della ventiduesima edizione di Urbanpromo (Auditorium della Fondazione CR Firenze, Via Portinari, 5, ore 19-20.30), successivamente all’incontro denominato Apprendere accessibilità e inclusione. Qualità, attrazione ed efficienza dei territori (Sala Vittoria Calzolari di Innovation Center – città – ore 14.30-18.30), presentato così da Iginio Rossi di INU-Urbit, che lo introdurrà e modererà: «Con la finalità di sviluppare un ambito di confronto sui temi dell’accessibilità universale e dell’inclusione la Community INU Città accessibili a tuttə ha lanciato una specifica call alla quale hanno aderito numerosi soggetti con proposte di azioni, progetti e ricerche in atto in Italia. Nell’incontro del 13 novembre, a partire da alcuni casi raccolti dalla call, verranno affrontati aspetti diversi, ma interconnessi: l’apprendimento, con attenzione alle dimensioni individuali e collettive che incidono sulla vita, sull’autonomia e la libertà delle persone; la qualità, l’attrazione e l’efficienza di territori, patrimoni culturali, con particolare attenzione ai Siti Unesco, città e abitare; i livelli di accessibilità universale».
«Accessibilità e inclusione – aggiunge – sono diritti essenziali che riguardano tutte le persone, dando vita a un sistema interconnesso, multiscalare, multidisciplinare e complesso; esse devono garantire le qualità essenziali al soddisfacimento delle aspettative/richieste e, soprattutto non possono essere affrontate con approcci o strumenti settoriali e separati. L’incontro di Firenze porrà quindi a confronto i casi più significativi che riguarderanno la promozione del patrimonio culturale, le soluzioni per rendere le città più attrattive, le azioni integrate per rilanciare territori e abitare, gli interventi per migliorare la fruizione e l’accessibilità museale. E sarà anche un’occasione per indicare prospettive e direzioni più attente ai diritti di tutte e tutti da sviluppare nei progetti per il Paese».
Tornando al Premio, tra le 34 domande risultate ammissibili che sono pervenute, sono risultati vincitori, tra le Tesi di Laurea Magistrale, Davide Filipi (capogruppo) e Giorgio Lana della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, per Water-Mine. Indagine storico-architettonica sulla rigenerazione del complesso minerario di Nebida in Sardegna (primo premio); Andrea Boni (capogruppo) e Riccardo Pondi, anch’essi della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, per Reggio Emilia città educante. Strategie e progetti per una rigenerazione urbana diffusa a misura di bambino (secondo premio); Natalia Anna Wojtasik del Politecnico di Milano (Facoltà di Architettura, Urbanistica e Ingegneria Edile), per Patrimonio Mismatched. Sviluppo inclusivo del Museo della Carta di Duszniki-Zdrój come Patrimonio mondiale dell’UUNESCO (secondo premio); Antonino Piana della Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università di Catania, per Funzioni urbane e accessibilità: analisi e scenari progettuali della città di Catania (terzo premio).
Tra le Ricerche-Studi, invece, il primo premio è andato a Diana Ciufo (capogruppo) e Flavia Dalila D’Amico del Dipartimento di Pianificazione, Design, Tecnologia dell’Architettura dell’Università La Sapienza di Roma, per Un anno di sperimentazione tra arte, co-design e social justice. (S.B.)
A questo link è disponibile il programma completo dell’incontro del 13 novembre, a quest’altro link un testo di ulteriore approfondimento sul premio. Per altre informazioni: Iginio Rossi ([email protected]).
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