Anche Superando ha avuto il piacere e la fortuna, in questi anni, di incontrare Mirella Antonione Casale, scomparsa in questi giorni alle soglie del secolo d’età, pubblicandone tra l’altro una lunga intervista. Il ricco percorso di vita di questa donna, che ha contribuito a migliorare significativamente il sistema scolastico italiano e non solo, ispirando anche il film TV “La classe degli asini”, viene raccontato da Angelo Faiella dell’ANFFAS di Torino, Associazione della quale Antonione Casale entrò a far parte sin dagli Anni Sessanta

Mirella Antonione Casale, una donna che purtroppo non è adeguatamente conosciuta ai più, nonostante negli anni abbia ricoperto un ruolo fondamentale nel rendere la scuola italiana un luogo accessibile a tutti. Se oggi, infatti, la scuola è un luogo egualitario e accessibile a tutti e tutte lo dobbiamo soprattutto a questa Donna. Una Donna che merita di essere conosciuta per il suo operato che ha contribuito a migliorare significativamente il sistema scolastico italiano e non solo.
Mirella Antonione Casale era una madre, un’insegnante, un’attivista. Mirella Antonione Casale, però, era soprattutto una donna eccezionale.
È il 12 dicembre 1925, il giorno in cui a Torino viene alla luce una neonata destinata a fare la differenza nel mondo. Si chiama Mirella Antonione Casale e, crescendo, fa dell’istruzione il proprio personale caposaldo esistenziale. Dopo una laurea in Lettere Classiche, inizia a lavorare come insegnante prima in una scuola media e in seguito presso un istituto tecnico. La sua carriera in ambito accademico subisce una svolta quando, corre l’anno 1968, Mirella Casale vince il concorso per la carica di preside di scuola media.
La professoressa Casale si distingue per la sua bontà d’animo ed empatia che la rendono particolarmente sensibile alle questioni sociali, soprattutto quelle che riguardano i più piccoli. In particolare, un triste accadimento personale enfatizza ulteriormente queste sue caratteristiche e la rende ancora più combattiva per il riconoscimento di pari diritti anche per gli emarginati. Il 26 ottobre 1957, infatti, la vita di Mirella viene sconvolta da una tragedia. L’amata figlia Flavia, neanche sei mesi di vita, si ammala gravemente. La diagnosi è terribile: influenza asiatica. Febbre, encefalite virale e, infine, coma. I medici sono ormai rassegnati, al contrario di Mirella che non smette un secondo di sperare che la sua bimba possa risvegliarsi. E così accade. Casale riporta la figlia a casa, trova un pediatra di cui si fida ciecamente e, grazie a una nuova terapia, Flavia riprende conoscenza. Purtroppo, però, i danni cerebrali recati dalla malattia sono irreversibili e molto estesi. Da questo momento, ha inizio la lotta di Mirella. Quando Flavia compie 6 anni, la madre vive in prima persona la drammatica situazione dei bambini con disabilità a scuola. Nessun istituto, infatti, è disposto ad accettare alunni in queste “condizioni”, tranne quelli privati o speciali, in cui tuttavia i bambini vengono trascurati e non certamente istruiti.
La desolante emarginazione a cui i bambini con disabilità e le loro famiglie sono costretti dallo Stato e dalla scuola italiana sconvolgono a tal punto questa straordinaria preside da spingerla a iniziare una vera e propria battaglia che finirà per rivoluzionare completamente il sistema scolastico italiano.
Nel 1964 Mirella Antonione Casale decide di unire le proprie forze a quelle di altri familiari che vivono la stessa condizione, diventa socia dell’ANFFAS (allora Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), entrando a far parte della nostra grande famiglia.
Nel 1967 assume la carica di Presidente della Sezione torinese dell’ANFFAS stessa e inizia a organizzare vere e proprie proteste accompagnate dalla distribuzione di volantini che rendessero chiara la situazione di disagio in cui vertevano le nostre famiglie e i nostri bambini. Il suo obiettivo era quello di attirare l’attenzione e sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto le Istituzioni, su questo tema, spingendo per l’apertura delle scuole comuni anche agli studenti con disabilità.
Il suo inarrestabile attivismo porta alla chiusura di una clinica psichiatrica dove i bambini con disabilità vivevano in condizioni pietose, costretti alla segregazione forzata. Ma questo non basta. No, la battaglia portata avanti da Mirella Antonione Casale non si ferma certo qui.
Questa grande donna, infatti, fonda un centro diurno in cui, all’interno di un ambiente inclusivo, è offerta la possibilità di fruire della stessa istruzione garantita a tutti gli altri ragazzi. Si reca persino in Francia e in Svizzera per apprendere il funzionamento dei centri diurni e delle scuole inclusive ivi già esistenti e importare tutte queste nozioni in Piemonte, dove riesce finalmente a persuadere la Provincia a occuparsi concretamente della questione.
È proprio in questi anni, e in particolare a partire dal 1968, che nasce una sommossa popolare, pacifica, (pre)potente. Tra il 1968 e il 1975 il sistema delle scuole speciali perse più di 22.000 iscritti: migliaia di studenti e studentesse con disabilità, grazie a una solida (e solidale) rete di familiari, operatori sociali e insegnanti, vengono iscritti alle scuole comuni senza alcuna previsione normativa né particolari attenzioni o sostegni materiali o educativi. Lo chiameranno “inserimento selvaggio”.
Mirella, partendo da questa dolce invasione, chiede un’inclusione riconosciuta, ed ecco arrivare l’incompleta ma incoraggiante Legge 118 del 1971 la quale stabilisce che alcune categorie di alunni con disabilità debbano adempiere l’obbligo scolastico nelle scuole comuni, ad eccezione di quelli più gravi. Viene anche istituita una Commissione Parlamentare sui problemi scolastici degli alunni “handicappati”, guidata dal ministro della Pubblica Istruzione, l’onorevole Franca Falcucci.
All’inizio, il processo di transizione è caotico e complicato, in quanto i programmi scolastici così come l’approccio generale della scuola, non sono ancora adeguati al cambiamento. Questo finché lo Stato italiano non prende consapevolezza del disagio generale e decide di intervenire materialmente per migliorare la situazione. Tra il 1974 e il 1975, infatti, vengono promulgate alcune leggi finalizzate ad agevolare il passaggio degli studenti con disabilità dagli istituti privati/speciali a quelli normali, promuovendo per esempio la figura dell’insegnante di sostegno. Inoltre, nel 1977, con la Legge 517/77, viene ufficialmente introdotto il principio dell’integrazione per tutti gli alunni con disabilità della scuola elementare e media dai 6 ai 14 anni, stabilendo tuttavia l’obbligo di una programmazione educativa da parte di tutti gli insegnanti della classe, accompagnati in questo processo da colleghi specializzati nel sostegno didattico.
Mirella Casale riesce finalmente a veder coronato quel sogno per cui aveva tanto lottato. Il sogno di una scuola inclusiva, attenta alle differenze e aperta a tutti e tutte. Così, per aiutare le persone che si trovano nella sua stessa condizione e dare loro manforte, nel 1989 decide di fondare lei stessa l’ANFFAS delle Valli Pinerolesi, da lei presieduta per ben 8 anni.
Infine, nel 2014, il riconoscimento ufficiale del suo eccezionale operato: è in quell’anno, infatti, che l’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS decide di conferirle una menzione speciale nell’albo d’onore per l’impegno e la dedizione dimostrata negli anni nei confronti della nostra Associazione.
*ANFFAS di Torino (già Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, oggi Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo).
A questo link sono disponibili tutti i testi dedicati negli anni da Superando a Mirella Antonione Casale, tra cui una lunga intervista del 2012 di Lidia Goldoni, intitolata Una lunga storia di disponibilità e convinzione.
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Amministrazione di sostegno: quando la dignità umana viene negata ai "fragili" Agli esperti della Legislazione il compito di studiare le modifiche necessarie alla legge sull'amministrazione di sostegno, lo scopo di questo approfondimento, invece, è riflettere sull’aspetto umano di quei troppi casi,…