«Oggi dedichiamo questo anniversario a tutti quei bambini e bambine che ogni giorno vedono la propria infanzia negata, vittime di conflitti, violenze, povertà, rischi e pericoli che non hanno scelto di vivere e sopportare»: lo dichiara Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia, in occasione del 79° anniversario dell’UNICEF di oggi, 11 dicembre. E “i più vulnerabili tra i vulnerabili”, non manchiamo mai di ricordarlo, sono sempre i bambini e le bambine con disabilità
«Oggi vogliamo dedicare questo anniversario a tutti quei bambini e bambine che ogni giorno vedono la propria infanzia negata, vittime di conflitti, violenze, povertà, rischi e pericoli che non hanno scelto di vivere e sopportare»: lo dichiara Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia, in occasione del 79° anniversario dell’UNICEF che ricorre oggi, 11 dicembre.
«Attualmente – prosegue Graziano – i bambini e le bambine sono esposti a gravi violazioni ai livelli più alti mai registrati con un record di 41.370 violazioni verificate nel 2024, più del doppio della media degli ultimi 20 anni. L’UNICEF è nato l’11 dicembre 1946, per aiutare i bambini e le bambine al termine della seconda guerra mondiale, ma 79 anni dopo il suo mandato rimane attuale e fondamentale, visto il moltiplicarsi dei conflitti, l’aumento della fame, i tagli ai finanziamenti globali e il collasso dei servizi di base in tanti Paesi; nel 2026 oltre 200 milioni di bambini e bambine avranno bisogno di assistenza umanitaria; proprio in queste ore, infatti, abbiamo lanciato l’appello sull’intervento umanitario 2026 per fornire assistenza salvavita a 73 milioni di bambini in 133 Paesi e territori nel prossimo anno».
«In questa giornata di “celebrazione” – conclude il Presidente di UNICEF Italia – vorrei fare un ringraziamento speciale ai nostri operatori sul campo, che si trovano sempre più spesso a operare scelte difficili, in contesti pericolosi e in rapida evoluzione. Allo stesso tempo, ringrazio anche i tanti volontari di UNICEF Italia, cuore pulsante della nostra organizzazione, per il loro profondo e costante impegno a favore delle nostre attività per i bambini e le bambine più vulnerabili».
E “i più vulnerabili tra i vulnerabili”, non manchiamo mai di ricordarlo, sono sempre i bambini e le bambine con disabilità. (S.B.)
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