Se una società sceglie di abbattere le barriere visibili e invisibili: l’impegno dell’AIFO in Mongolia

L’esperienza dell’Associazione AIFO in Mongolia dimostra che l’inclusione non è un atto isolato, ma un processo che richiede costanza, collaborazione con istituzioni e comunità locali, e soprattutto la volontà di ascoltare, valorizzare e sostenere le persone con disabilità come soggetti attivi. È grazie a questo approccio che in un Paese vasto e spesso con difficoltà logistiche, oggi molte persone con disabilità possono accedere a riabilitazione, supporto, e alla possibilità di costruire un progetto di vita indipendente
"L'inclusione direnta vita", Casalecchio di Reno, 9-19 dicembre 2025
Una delle immagini della mostra “L’inclusione diventa vita”, centrata su storie di persone con disabilità della Mongolia

L’AIFO (Associazione Italiana Amici Raoul Follereau) ha colto l’occasione della recente visita in Vaticano del presidente della Mongolia Khürelsükh Ukhnaa, per ricordare che da oltre trent’anni è attiva sul territorio di quello Stato dell’Asia, con interventi per promuovere i diritti, l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità, con la convinzione che ogni persona abbia il diritto di vivere con dignità e partecipazione.
Si tratta di un percorso iniziato con la risposta a una richiesta di supporto ricevuta dall’AIFO da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per avviare un programma di riabilitazione su base comunitaria nel Paese asiatico. Con il tempo questo approccio – evolutosi verso un modello più complessivo, definito Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria (SIBC) – ha permesso di costruire un intervento sistemico e duraturo, che non agisce solo sulla riabilitazione sanitaria, ma sull’educazione, l’inclusione sociale, l’accessibilità, il lavoro e la partecipazione comunitaria.

Secondo le statistiche nazionali del 2023, in Mongolia vivono 111.228 persone con disabilità, pari al 3,2% della popolazione. Tra loro vi sono circa 12.500 bambini, che rappresentano l’11% del totale. Molto spesso, però, i dati ufficiali sono sottostimati perché frequentemente le persone con disabilità sono di fatto invisibili. Nonostante alcuni progressi, infatti, permangono forti disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, educativi e sociali. I bambini con disabilità, in particolare, non hanno ancora la possibilità di intraprendere percorsi riabilitativi adeguati. Questa mancanza aumenta il rischio di difficoltà nella mobilità, ritardi nello sviluppo e conseguenze sul benessere psicologico e sociale.

In tale contesto, il progetto Programma integrato per la presa in carico riabilitativa dei bambini con disabilità in Mongolia, finanziato dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), dimostra che una collaborazione tra famiglie e istituzioni può portare a cambiamenti concreti e duraturi: l’uso di strumenti innovativi e la formazione pratica aiutano a sviluppare competenze e a trovare soluzioni sostenibili per la vita quotidiana delle persone con disabilità.
Attraverso inoltre il progetto OSC in azione: migliorare l’efficacia della risposta alle violazioni dei diritti umani nei confronti delle persone con disabilità, co-finanziato dall’Unione Europea, l’AIFO accompagna da anni anche i processi di empowerment delle comunità locali e di rafforzamento delle organizzazioni di persone con disabilità. Quest’ultima iniziativa mira a costruire una nuova consapevolezza e sensibilità riguardo alla disabilità in Mongolia, agendo su informazione, divulgazione e formazione. L’attività principale è contribuire alla creazione di un sistema di monitoraggio, gestito da organizzazioni della società civile e da organizzazioni di persone con disabilità, nonché da istituzioni governative, per vigilare, prevenire e rispondere alle violazioni dei diritti umani in Mongolia.
Un altro importante filone di intervento è rappresentato dal Green Inclusion, iniziativa già finanziata dall’Unione Buddhista Italiana, che unisce la tutela dell’ambiente e la promozione della vita indipendente per le persone con disabilità: in un contesto come quello della Mongolia, infatti, dove oltre alle esigenze sociali esiste un forte bisogno di riforestazione e cura del territorio, Green Inclusion intende mobilitare risorse e sensibilità sociali, favorendo la partecipazione concreta delle persone con disabilità alla vita della comunità.

L’esperienza dell’AIFO in Mongolia dimostra che l’inclusione non è un atto isolato, ma un processo che richiede costanza, collaborazione con istituzioni e comunità locali, e soprattutto la volontà di ascoltare, valorizzare e sostenere le persone con disabilità come soggetti attivi. È grazie a questo approccio che, in un Paese vasto e spesso con difficoltà logistiche, oggi molte persone con disabilità possono accedere a riabilitazione, supporto, e alla possibilità di costruire un progetto di vita indipendente.
Il 3 dicembre scorso, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, è stato presentato a Bologna – nel corso di una serata resa possibile grazie alla Banca di Bologna, allo Studio Serantoni e Associati e all’Osservatorio Nazionale del Miele – l’impegno dell’Associazione nel Paese, durante l’evento L’inclusione diventa vita, che si è avvalso degli interventi di Lucia Bellaspiga e Paolo Lambruschi di «Avvenire», per raccontare le storie dei protagonisti dei progetti.
Tra queste storie c’è quella di Saranchulun Otgong, oggi prima parlamentare con disabilità nella storia della Mongolia, che deve la sua presa di coscienza anche a un gesto semplice ma decisivo compiuto dall’AIFO nell’ormai lontano 1991, al suo arrivo nel Paese: tradurre in mongolo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla disabilità. In una nazione che si affacciava appena alla democrazia, quel testo divenne infatti l’“abc dei diritti” per migliaia di persone. E proprio su quella base sono stati costruiti interventi sempre più ampi e articolati, contribuendo al miglioramento della vita di tante persone.

La scoperta delle storie provenienti dalla Mongolia è continuata poi con la mostra intitolata anch’essa, inaugurata il 9 dicembre scorso e aperta fino a venerdì 19, presso la Casa per la Pace La Filanda di Casalecchio di Reno, presso Bologna (Via Canonici Renani, 8). All’inaugurazione hanno partecipato anche Simona Venturoli, responsabile dei Programmi Paese in Mozambico e Mongolia, che ha condiviso la sua recente esperienza di viaggio nel Paese ed Enrichetta Alimena, attivista, scrittrice e collaboratrice dell’Ufficio Comunicazione AIFO, che ha proposto un approfondimento sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
È un’esposizione che nasce dal lungo percorso di collaborazione tra l’AIFO, l’organizzazione non governativa Tegsh Niigem e le comunità mongole, cofinanziata dall’Unione Europea. Ispirata alla Convenzione ONU, essa racconta come lo Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria possa trasformare vite, territori e prospettive, un viaggio che mostra cosa accade quando una società sceglie di abbattere le barriere – visibili e invisibili – e di creare spazi in cui ognuno possa dire: «Ci sono, conto, partecipo». (Federica Donà)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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