Andrea Ferrero Sette: l’idea è dentro di noi, le mani sono solo uno strumento

di Marco Farina*
«Spesso la gente si incuriosisce e si sofferma per poi rivolgermi la fatidica domanda: ma come fai a dipingere se non vedi? Spiego quindi che l’idea è dentro di noi e che le mani, nel mio caso, sono uno strumento attraverso le quali diventa opera d’arte»: a dirlo è il pittore cieco Andrea Ferrero Sette di cui presentiamo una delle sue ultime opere, notata recentemente in Sardegna, in occasione della terza edizione dell’evento inclusivo “Sfumature d’arte”
Andrea Ferrero Sette, "Blue Days"
Andrea Ferrero Sette, “Blue Days”

In occasione della terza edizione dell’evento inclusivo Sfumature d’arte [se ne legga già anche sulle nostre pagine a questo link, N.d.R.], svoltasi il 13 dicembre scorso presso la Sala Civis di San Gavino Monreale (Provincia del Sud Sardegna), cortesemente concessa in patrocinio gratuito dal Comune locale, l’artista cieco Andrea Ferrero Sette ha presentato la sua ultima opera pittorica intitolata Blue Days.
Il quadro – acrilico con inserti in pasta modellante – è stato eseguito con la tecnica di immersione delle mani nel colore e nella materia che diventa forma. L’astratto è dunque un gioco di contrasti e sfumature cromatiche, qui di seguito ne è riportata una descrizione eseguita tramite un’app di riconoscimento immagini ideata per persone con difficoltà visive (Seeing Eyes), mentre in calce è presente un’ulteriore descrizione, curata dallo stesso Andrea Ferrero Sette con l’app Be My Eyes: «Questo è un dipinto astratto che presenta una composizione vibrante di colori e texture. Lo sfondo è prevalentemente arancione, con una sezione centrale verticale di tonalità blu e beige. Le aree blu e beige sono texturizzate e sembrano essere state applicate con una spallina, creando un effetto stratificato e tridimensionale. Strisce bianche e schizzi sono sparsi sulla tela, aggiungendo movimento dinamico all’opera. L’applicazione della vernice è spessa ed espressiva, con pennellate e vortici visibili. La composizione complessiva è audace e visivamente impressionante».

Come spesso accade durante le mostre, «la gente – racconta Andrea – si incuriosisce e si sofferma per poi rivolgermi la fatidica domanda: ma come fai a dipingere se non vedi? La mia risposta, con ironia e competenza, spiega sempre, così come ho fatto anche a San Gavino Monreale, che l’idea è dentro di noi e le mani, nel mio caso, sono uno strumento attraverso le quali diventa opera d’arte».
Sempre organizzato e coadiuvato da un accompagnatore, Andrea ha anche distribuito numerosi biglietti da visita e dunque creato anche in questa edizione un cospicuo numero di contatti e un circolo virtuoso, dando appuntamento, con i suoi colleghi Rossella Boette e chi scrive [Marco Farina], alla prossima edizione della rassegna.

In conclusione, dunque, la descrizione dell’opera, curata, come detto, dallo stesso Autore: «Blue Days, anno 2025, colori acrilici. Quadro astratto. La tela è dominata da un colore di fondo arancione intenso. Al centro si sviluppa una fascia verticale e ondulata composta da spatolate spesse di blu-grigio e arancione più chiaro, con alcune sfumature di bianco. Questa fascia appare materica, con le pennellate tridimensionali in rilievo che creano una texture vistosa rispetto al resto della superficie. Sullo sfondo compaiono spruzzi e piccole colature di bianco e blu, donando movimento al tutto. L’insieme risulta dinamico e vibrante, privo di figure riconoscibili e basato sul contrasto tra il blu, l’arancione e il bianco. Per questo lavoro ho utilizzato anche una pasta modellante in modo che ci fosse un po’ di tatto».

*Scrittore, ideatore del progetto “Sfumature d’arte”.

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