L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una Risoluzione riguardante l’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e contenente varie importanti disposizioni per le persone con disabilità in tutto il mondo. Una “macchia” nell’iter che ha portato all’approvazione del documento è stata per altro quella di un emendamento proposto dall’Egitto, che ha fatto rimuovere il tema della discriminazione intersezionale riguardante le persone LGBTIQ+ con disabilità
Il 17 dicembre scorso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato quasi all’unanimità la Risoluzione 80/197 denominata Implementation of the Convention on the Rights of Persons with Disabilities and the Optional Protocol thereto: amplified barriers in diverse contexts (“Attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e del Protocollo Opzionale di essa: barriere amplificate in contesti diversi”), riguardante appunto l’attuazione della Convenzione ONU e contenente importanti disposizioni per le persone con disabilità in tutto il mondo (il testo integrale in inglese della Risoluzione è disponibile a questo link).
Si tratta di un documento che affronta questioni cruciali, tra cui l’accessibilità, l’istruzione inclusiva, la raccolta di statistiche attendibili, nonché i diritti delle persone con disabilità in situazioni di rischio. Una serie di tutele rispetto alle quali il sistema internazionale dei diritti umani invita con forza tutti gli Stati Membri delle Nazioni Unite ad attuare la Risoluzione.
Una “macchia” nell’iter che ha portato all’approvazione della Risoluzione viene per altro sottolineata da Outright International, organizzazione non governativa impegnata per la tutela dei diritti umani delle persone LGBTIQ+. Il testo originale, infatti, rilevava che le persone con disabilità si trovano di fronte a “barriere amplificate” quando la loro disabilità interagisce con situazioni quale ad esempio la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, ciò che è stato rimosso dal testo approvato a seguito di un emendamento presentato dall’Egitto a nome di molti – seppure non tutti – i membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica, sostenuto anche dagli Stati Uniti. Tale emendamento è stato approvato con 81 voti a favore, 77 contrari e 15 astensioni.
«Accogliamo con favore l’adozione di questa Risoluzione – ha commentato Maria Sjödin, direttrice esecutiva di Outright International -, che promuove tutele fondamentali per le persone con disabilità a livello globale. Tuttavia, essa sarebbe stata molto più incisiva se le tutele relative all’orientamento sessuale e all’identità di genere fossero rimaste intatte. Le persone LGBTIQ+ con disabilità meritano infatti di essere viste, non rese invisibili. Nonostante questo, però esse continuano naturalmente a beneficiare dell’intero spettro di tutele dei diritti umani riconosciute dal sistema internazionale di essi, perché nessun voto può cancellare la verità fondamentale che tutte le persone nascono libere e uguali in dignità e diritti!». (S.B.)
Ringraziamo Giampiero Griffo per la segnalazione.
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