La professoressa Ileana Argentin

di Federico Girelli*
«L’impegno politico-istituzionale di Ileana Argentin – scrive tra l’altro Federico Girelli – è a tutti noto. Meno noto, forse, è il suo ruolo di docente universitaria. Ileana, infatti, insegnava Diritto delle Disabilità nell’Università Niccolò Cusano di Roma, facendo vedere ai giovani (e a tutti noi) che le persone con disabilità non sono “marziani”, ma “persone” che, se adeguatamente supportate, possono svolgere le più diverse attività, financo, ove possibile, così complesse come la docenza universitaria»
Ileana Argentin
Ileana Argentin

Come abbiamo già scritto in altra parte del nostro giornale, Ileana Argentin, scomparsa nei giorni scorsi a Roma all’età di 62 anni, era stata deputata per due Legislature dal 2008 al 2018, oltreché impegnata a lungo nel mondo dell’associazionismo e anche docente all’Università Unicusano (Università degli Studi Niccolò Cusano) di Roma. È un altro docente di quello stesso Ateneo, Federico Girelli, a inviarci il seguente ricordo cui diamo ben volentieri spazio.

Ileana Argentin è venuta a mancare. In questi casi spesso si dice che la dipartita della persona lascia un vuoto. Beh, nel caso di Ileana, semmai, direi che resta un pieno: Ileana ci lascia infatti tutti i contenuti e i traguardi di tante battaglie di attività sociale e politica a sostegno delle persone con disabilità.
Il suo impegno politico-istituzionale è a tutti noto. Meno noto, forse, è il suo ruolo di docente universitaria. Ileana, infatti, insegnava Diritto delle Disabilità nell’Università Niccolò Cusano di Roma.
Quando assunse l’incarico di insegnamento fu bello ritrovarci nella mia Università: naturalmente ci conoscevamo da tempo in ragione non solo dei miei interessi scientifici, ma anche per via del comune impegno sociale sul fronte delle disabilità, che aveva fatto sì che ci incontrassimo in diverse occasioni. Insomma, grazie all’Università Ileana ed io, oltre che amici siamo diventati “colleghi”.
Non va data per scontata la volontà di Ileana di cimentarsi anche nell’insegnamento universitario: lo sforzo, sì è questo il termine esatto, lo sforzo che ha dovuto fare per svolgere questa ulteriore (ennesima) attività non può certo esser sottovalutato. Nelle sue condizioni nulla era facile o scontato: eppure, quando all’Università ci fermavamo a parlare, dalla sua persona traspariva sempre naturalezza, mai stanchezza.
La docenza di Ileana è stata un’attività preziosa non solo sul piano didattico: è stato anche un atto politico. Ad uno studente universitario, magari non di frequente, può capitare di avere un collega o una collega con disabilità. Ma quante volte ha l’opportunità di confrontarsi con un professore (in questo caso una professoressa) con disabilità?
Nel fare lezione, nel fare gli esami, nel partecipare alle sedute di laurea, nel ricevere gli studenti, faceva vedere ai giovani (e a tutti noi) che le persone con disabilità non sono “marziani”, ma sono appunto persone che, se adeguatamente supportate, possono svolgere le più diverse attività, financo, ove possibile, così complesse come la docenza universitaria.
Ileana, con la sua presenza all’Università, ha concretamente combattuto l’idea – ancora troppo diffusa – per cui da una parte ci sono i cosiddetti “normali” e dall’altra i “disabili”, quando, invece, la realtà è che esiste un unico genere umano, ricco di tante diversità che, come tali, vanno riconosciute e valorizzate.
Arrivederci, Ileana.

*Professore di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma, presidente del Comitato Siblings.

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