I correttivi necessari e urgenti per il “Disegno di Legge Caregiver”

«Apprezzamento per un intervento atteso da decenni che segna un passo fondamentale verso il pieno riconoscimento di chi quotidianamente assiste e sostiene persone con disabilità, ma anche l’evidente necessità di correttivi urgenti, volti a rafforzare l’efficacia della norma»: è la posizione espressa dalla Federazione FISH nel corso di un’audizione presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera, a proposito del cosiddetto “Disegno di Legge Caregiver”

Disegno di caregiver e di persona in carrozzina«Apprezzamento per un intervento atteso da decenni che segna un passo fondamentale verso il pieno riconoscimento di chi quotidianamente assiste e sostiene persone con disabilità, garantendo inclusione e dignità, ma anche l’evidente necessità di correttivi urgenti, volti a rafforzare l’efficacia della norma»: è questa la posizione espressa dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), audita dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera, a proposito del cosiddetto “Disegno di Legge Caregiver” (Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari), con il relativo deposito di una propria Memoria.
«Tra le proposte principali da noi espresse – si legge in una nota della FISH – figurano la libertà di scelta della persona con disabilità e la revisione del monte ore richiesto per la qualifica di caregiver (articolo 2), che dovrebbe essere ridotta a 70 ore per i conviventi e a 18 ore per i non conviventi. Abbiamo inoltre richiesto il potenziamento del contributo economico, previsto dal 1° gennaio 2027 per chi si registrerà al portale INPS entro il prossimo mese di ottobre, e la conferma della natura esentasse del beneficio, escludendolo dal calcolo del reddito imponibile e dell’ISEE. In tal senso, chiediamo l’eliminazione della soglia dei 3.000 euro lordi annui per chi non svolge attività lavorativa e la soglia ISEE dei 15.000 euro, stabilendo invece come soglia quella prevista per il riconoscimento dell’Assegno Unico e Universale (AUU). In caso di co-caregiving, il contributo dovrebbe essere ripartito equamente tra entrambi i genitori (articolo 13)».

La FISH ha proposto inoltre anche «l’istituzione di un Fondo integrativo volontario presso l’INPS, tramite un articolo 13 bis, per ampliare le risorse destinate ai caregiver, un Fondo finanziato esclusivamente da contributi volontari dei lavoratori, professionisti e donazioni pubbliche o private, senza gravare sulle risorse statali obbligatorie».
Un altro punto ritenuto centrale dalla Federazione riguarda poi la previdenza dei caregiver (articolo 13 ter): «Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, auspichiamo un Decreto Legislativo che garantisca contributi figurativi per l’intero periodo di assistenza, calcolati sulla base di 54 ore settimanali, interamente a carico dello Stato, dal momento del riconoscimento ufficiale del ruolo di caregiver».
E infine, sul tema della qualifica del caregiver, attualmente collegata al numero di ore settimanali, la FISH propone tre alternative per uniformare i criteri su tutto il territorio nazionale, vale a dire «fissare soglie minime nazionali, basarsi sul carico di cura effettivo certificato da strumenti ufficiali (PAI-Piano di Assistenza Individuale o Progetto di Vita), o definire standard omogenei tramite uno specifico Decreto».

«In questo momento storico – concludono dalla Federazione -, è fondamentale che la Commissione della Camera al lavoro sul Disegno di Legge e le Istituzioni competenti assumano piena responsabilità, rafforzando il provvedimento per trasformarlo in uno strumento concreto di riconoscimento, tutela e sostegno dei caregiver familiari. Migliaia di famiglie attendono da anni questo passo: il Parlamento deve pertanto approvare una norma solida, equa e capace di rispondere ai bisogni reali delle persone e delle comunità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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