Piano Nazionale per la Non Autosufficienza: il diritto a una vita dignitosa non può più essere rinviato

«La Conferenza Unificata dimostri una piena assunzione di responsabilità, garantendo un’approvazione rapida e coerente con i princìpi di equità, accessibilità e dignità del DPCM relativo al Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2025–2027, »: lo chiedono dalla Federazione FISH, ritenendo tale passaggio «un banco di prova importante per verificare la reale volontà di garantire sostegni adeguati alle persone che vivono condizioni di non autosufficienza e alle loro famiglie»

Realizzazione grafica su varie persone interessate dal Piano per la Non Autosufficienza«Richiamiamo con forza l’attenzione delle Istituzioni su un passaggio decisivo per la tutela dei diritti e della dignità di milioni di cittadini e cittadine, vale a dire l’approvazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio) relativo al Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2025–2027»: lo si legge in una nota diffusa dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), con la quale si ricorda che proprio oggi, 18 marzo, «la Conferenza Unificata è chiamata ad esprimersi su tale provvedimento, atteso ormai da tempo, che rappresenta uno strumento fondamentale per rendere effettivo il Fondo. Si tratta di un banco di prova importante per verificare la reale volontà di garantire sostegni adeguati alle persone che vivono condizioni di non autosufficienza e alle loro famiglie».

«Il Piano 2025-2027- spiegano in tal senso dalla Federazione – definisce le linee di intervento e le modalità di utilizzo delle risorse destinate a servizi essenziali: assistenza domiciliare, sostegno alla vita indipendente, inclusione sociale e le Regioni attendono con urgenza l’approvazione del Piano stesso per poter programmare e rispondere in modo concreto ai bisogni dei cittadini. Ogni ritardo, infatti, si traduce in un vuoto di servizi, in disuguaglianze territoriali e in un aggravio sulle famiglie, spesso lasciate sole a sostenere carichi assistenziali sempre più complessi. È necessario, quindi, che la Conferenza Unificata dimostri una piena assunzione di responsabilità, garantendo un’approvazione rapida e coerente con i princìpi di equità, accessibilità e dignità della persona».

«La Conferenza Unificata – sottolinea Vincenzo Falabella, presidente della FISH – ha l’occasione di passare dalle parole ai fatti, ricordando che l’approvazione del Piano 2025-2027 non è una concessione, ma un atto dovuto per garantire l’esigibilità dei diritti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Chiediamo pertanto che le Istituzioni superino le lungaggini burocratiche per dare risposte certe a chi non può più attendere».

«Continueremo dunque a monitorare passo dopo passo l’evoluzione dell’iter di approvazione – conclude la nota della FISH -, mantenendo alta l’attenzione e dando voce alle istanze delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Il diritto a una vita dignitosa non può essere rimandato né subordinato a logiche burocratiche». (S.B.).

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