Passaggio decisivo per la vittoria dei diritti umani contro quel Protocollo Europeo

di Attiva-Mente*
Dopo anni di discussioni, prese di posizione e mobilitazioni in tutta Europa, siamo dunque giunti al momento decisivo, come spiega bene l’Associazione Attiva-Mente, con la parola finale che spetta al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, se proseguire o meno con quel Protocollo Aggiuntivo alla cosiddetta “Convenzione di Oviedo” (Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina del Consiglio d’Europa del 1997), un Protocollo in aperto contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità
Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa
Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa

Anno dopo anno abbiamo seguito sulle nostre pagine le azioni di pressione svolte con forza da tutte le principali organizzazioni di persone con disabilità europee, non ultima, nel nostro Paese, la Federazione FISH, contro il Protocollo Aggiuntivo alla cosiddetta Convenzione di Oviedo (Convenzione sui Diritti Umani e la Biomedicina del Consiglio d’Europa del 1997) che, se approvato, si porrebbe in contrasto con molte disposizioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, autorizzando di fatto il trattamento forzato e la coercizione nell’assistenza sanitaria alle persone con disabilità psicosociale.
Nello scorso mese di dicembre avevamo segnalato che la Commissione per gli Affari Sociali, la Salute e lo Sviluppo Sostenibile dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa aveva adottato all’unanimità un parere negativo su quel Protocollo. Con soddisfazione, quindi, avevamo accolto, all’inizio di febbraio, la notizia della bocciatura unanime in plenaria, da parte della stessa Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, ricordando però perché la vittoria dei diritti umani non fosse ancora definitiva, in quanto la parola finale sull’eventuale adozione del Protocollo spetta esclusivamente al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Ora, dunque, siamo giunti al momento decisivo, come spiega bene qui di seguito l’Associazione sammarinese Attiva-Mente. (S.B.)

Ci siamo, è giunta l’ora decisiva. Dopo anni di discussioni, prese di posizione e mobilitazioni in tutta Europa, la questione del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo è arrivata al momento più importante: quello in cui si decide davvero da che parte stare.
La campagna promossa da molte organizzazioni [#WithdrawOviedo: “Ritirare Oviedo”, N.d.R.], tra cui l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, e l’MHE (Mental Health Europe) è giunta al suo passaggio finale, quello che può determinare se questo testo verrà definitivamente fermato oppure se il percorso di esso proseguirà.
In questi anni, la posizione è stata chiara e sempre più forte. Le organizzazioni di persone con disabilità, gli utenti e sopravvissuti alla psichiatria, gli esperti delle Nazioni Unite e numerose Istituzioni europee hanno espresso una contrarietà netta a un Protocollo che rischia di legittimare trattamenti e ricoveri involontari basati sulla disabilità, in evidente contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Non è un caso che anche l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa abbia recentemente espresso un parere negativo, chiedendo di abbandonare questa strada e di investire invece in sistemi di salute mentale fondati sui diritti, sul consenso e sull’autodeterminazione.
A questo punto il processo non è ancora terminato: manca un passaggio, quello decisivo. La scelta finale spetta infatti al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Sarà questo organo a decidere se ritirare definitivamente il Protocollo oppure se portarlo avanti, assumendosi la responsabilità di una scelta che avrà conseguenze profonde sul piano dei diritti umani nel nostro continente.
È per questo che proprio in questi giorni, in tutti i Paesi membri, le organizzazioni stanno facendo pervenire ai propri Ministri degli Esteri e della Salute – o degli Affari Sociali – lettere con contenuti condivisi in tutta Europa, che stanno arrivando ai Ministri competenti (è possibile consultarne un esempio a questo link), chiedendo con forza di sostenere il ritiro del testo. Un’azione coordinata, che riflette una posizione ampia e consolidata e richiama i Governi a rispettare gli impegni assunti a livello internazionale.
Anche noi, come Attiva-Mente, ci uniamo simbolicamente a questa richiesta, consapevoli che questo è il momento più importante. Non si tratta solo di un documento, ma della direzione che si vuole dare alle politiche sulla salute mentale: continuare a tollerare la coercizione oppure costruire sistemi realmente fondati sulla libertà, sul supporto e sul rispetto della persona.

*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino ([email protected]).

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