Il convegno “Tecnologie per la cura e l’autonomia”, dal quale sono emerse interessanti novità, ma anche testimonianze concrete di chi vive quotidianamente la disabilità hanno animato in questi giorni a Rimini la prima edizione di “TechCare Expo”, evento dedicato al futuro della cura, dell’assistenza e dell’inclusione soprattutto attraverso le innovazioni tecnologiche, promosso dal Gruppo Maggioli

Smartphone e Smartwatch non più solo strumenti di monitoraggio passivo – ad esempio del battito cardiaco, della pressione, della qualità del sonno – ma anche di assistenza e riabilitazione per persone con patologie croniche e fragilità che richiedano un supporto costante: è quanto emerso dal convegno Tecnologie per la cura e l’autonomia, svoltosi a Rimini, durante la prima edizione della rassegna TechCare Expo, evento dedicato al futuro della cura, dell’assistenza e dell’inclusione attraverso le innovazioni tecnologiche, promosso dal Gruppo Maggioli e già da noi ampiamente presentato in altra parte del giornale.
Come dunque è stato detto nel corso del convegno, stando ai dati provenienti dagli Stati Uniti, circa il 20% degli ultrasessantacinquenni hanno uno Smartwatch o un Apple Watch per monitorare il proprio stato di salute. E poiché le previsioni indicano che oltre il 20% della popolazione mondiale avrà più di 65 anni entro il 2100, si tratta di un trend è destinato a consolidarsi. E come detto, non è solo monitoraggio, ma anche supporto riabilitativo, se è vero, ad esempio, che il sistema Gain Tutor, sviluppato da un’azienda bolognese, analizza il movimento delle persone con la malattia di Parkinson e tramite sensori da posizionare su piedi e torace, suggerisce come migliorare la camminata allungando il passo tramite comandi vocali. A tal proposito, un follow-up di nove mesi su un gruppo di persone con forme lievi o intermedie di Parkinson che lo hanno utilizzato con regolarità, ha mostrato miglioramenti misurabili in scale cliniche e strumentali.
Non solo tecnologie, per altro, ma anche testimonianze concrete di chi vive quotidianamente la disabilità hanno animato in questi giorni la manifestazione di Rimini, con la Factanza Arena che ospita l’intervento di attivisti, giornalisti, creator che si occupano di disabilità, come la giornalista e scrittrice Marina Cuollo, da sempre in prima linea nella lotta contro pregiudizi e stereotipi sulla disabilità. «Oggi – ha dichiarato per l’occasione – tramite un app è possibile ordinare cibo e vederselo recapitato a casa in pochi secondi, mentre per avere i dispositivi per l’ossigenoterapia che utilizzo quotidianamente sono costretta a numerosi passaggi e interlocuzioni».
«Nessuna inclusività è quindi possibile – ha aggiunto – senza il coinvolgimento diretto delle persone che vivono ogni giorno la disabilità». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Luciana Apicella ([email protected]).
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