«Il crescente divario territoriale nell’accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali – scrive Marco Macrì – sta contribuendo all’impoverimento delle famiglie caregiver. Lo denunciamo come Rete Caregiver Disabilità Italia, segnalando appunto forti disuguaglianze tra le diverse Regioni italiane nell’assistenza a persone con disabilità, fragili e non autosufficienti. E tale insufficienza dei servizi trasferisce sulle famiglie il peso dell’assistenza quotidiana»

Il crescente divario territoriale nell’accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali sta contribuendo all’impoverimento delle famiglie caregiver. Lo denunciamo come Rete Caregiver Disabilità Italia, segnalando appunto forti disuguaglianze tra le diverse Regioni italiane nell’assistenza a persone con disabilità, fragili e non autosufficienti.
A bisogni di cura identici, infatti, corrispondono risposte molto diverse da parte dei Sistemi Sanitari Regionali. I dati dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e dell’ISTAT evidenziano in tal senso differenze significative nell’accesso alle cure, nell’assistenza domiciliare e negli anni di vita in buona salute tra Nord e Sud del Paese, criticità confermate anche dai report della Fondazione GIMBE sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale.
L’insufficienza dei servizi trasferisce dunque sulle famiglie il peso dell’assistenza quotidiana, spesso senza riconoscimento economico o tutele adeguate. Sempre più caregiver sono in tal modo costretti a ridurre o abbandonare il lavoro per garantire cure ai propri familiari, con un conseguente aumento del rischio di povertà.
Nei mesi scorsi la nostra Rete ha presentato denunce circostanziate all’EPPO (Procura Europea) e all’OLAF (Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode), per chiedere chiarimenti sull’utilizzo dei fondi riguardanti il PNRR e dei fondi sociali destinati al settore assistenziale.
Chiediamo quindi con urgenza:
° la piena definizione e il finanziamento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP);
° l’uniformità nazionale dei servizi territoriali e domiciliari;
° il riconoscimento giuridico ed economico del caregiver familiare;
° investimenti strutturali nel personale sanitario e sociosanitario;
° omogeneità nazionale e tempistiche certe nell’erogazione dei supporti economici alle famiglie, oggi difformi e irregolari.
Il diritto alla salute e alla dignità, infatti, non può dipendere dal territorio né dalla condizione economica delle famiglie.
*Portavoce di Genova Inclusiva e referente nazionale della Rete Caregiver e Disabilità Italia ([email protected]).
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