«Nella nostra società la parola “inutili” viene spesso associata a persone considerate diverse, improduttive, non autosufficienti, ossia migranti, anziani, donne, persone con disabilità, senza fissa dimora, persone in stato di povertà educativa, ma anche chi lavora nel mondo della cultura e nel sociale. Proprio quegli “inutili” che invece ogni giorno costruiscono mattoncini in più per l’inclusione vogliamo festeggiare»: così, dal Centro Documentazione Handicap/Cooperativa Accaparlante, presentano “Un Festival Inutile”, che tornerà domani, 27 maggio, a Bologna
Tornerà nel pomeriggio di domani, 27 maggio, a Bologna, negli spazi della Fattoria Urbana (Via Pirandello, 3, ore 17.30-23), Un Festival Inutile, evento promosso dal Centro Documentazione Handicap/Cooperativa Accaparlante, insieme a tante realtà del Pilastro, per coinvolgere ancora una volta cittadini e cittadine sul peso delle parole: «Nella nostra società – sottolineano infatti da Accaparlante – la parola “inutili” viene spesso associata a persone che vengono considerate diverse, improduttive, non autosufficienti, ossia migranti, anziani, donne, persone con disabilità, senza fissa dimora, persone in stato di povertà educativa, ma anche chi lavora nel mondo della cultura e nel sociale. Attraverso stand, giochi e attività, festeggeremo dunque proprio quegli “inutili” che invece ogni giorno costruiscono mattoncini in più per l’inclusione».
Quest’anno, per altro, i festeggiamenti saranno doppi, o addirittura anzi tripli, celebrando infatti sia la Cooperativa Accaparlante, sia i 40 anni del Progetto Calamaio, “storico” gruppo educativo integrato che lavora sulla relazione con la diversità, nonché l’allestimento della mostra Macchine Inutili (dalle ore 10.30, nella Piazza Coperta del Centro Commerciale Pilastro), con la premiazione dei vincitori dell’omonimo concorso che ha coinvolto le scuole primarie e secondarie di Bologna con gli animatori con disabilità dello stesso Progetto Calamaio. Il nome stesso dell’evento, del resto, si ispira idealmente alle Macchine Inutili di Bruno Munari, che per il Calamaio, come venne spiegato a suo tempo, «sono state il punto di partenza per un laboratorio in cui liberare fantasia e creatività, uscendo dall’uso ordinario delle carrozzine e degli ausili, dando vita a opere ironiche e personali che hanno risposto ai desideri e ai bisogni più intimi dei partecipanti, svincolati da necessità pratiche, per il piacere di inventare e divertirsi».
Si comincerà dunque, come detto, alle 17.30, con una lettura animata e un laboratorio a cura della Biblioteca Luigi Spina, a partire dal libro Il sacco della scrittrice e illustratrice Emma AdBåge (Camelozampa, 2026). Quindi, tanti laboratori “inutili” per tutte le età, a cura di Accaparlante, AiCS, Casa di Quartiere Ca’Solare e Blog del Pilastro, fino allo spettacolo Sinfonia per stampelle e sedia a rotelle del polistrumentista e artista sonoro Francesco Gibaldi, seguito da un concerto del giovane cantautore Cespu + band. (S.B.)
Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Valeria Alpi ([email protected]).
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- L’inadeguatezza cronica con cui nelle Marche si affrontano i temi della non autosufficienza Partendo dalla serrata analisi di un recente provvedimento della Regione Marche, che ha ridefinito le tariffe delle residenze protette per anziani non autosufficienti e persone con demenza, in questa lunga…