La Corte dei Conti ha registrato il Decreto che adotta il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza e definito il riparto del relativo Fondo per il triennio 2025-2027 (con uno stanziamento di 3 miliardi di euro). La Federazione FISH chiede ora che a ciò «segua rapidamente l’attuazione concreta del Piano, il pieno coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative e un monitoraggio costante dell’effettiva ricaduta dei servizi sui cittadini e sulle cittadine»
Proprio nella giornata di ieri, la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) aveva espresso forte preoccupazione, anche sulle pagine del nostro giornale (Finanziamento della non autosufficienza: così non va!), per i ritardi nelle procedure nazionali di programmazione e ripartizione del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, da cui dipendono servizi essenziali, sostegni domiciliari e interventi di assistenza rivolti alle persone con gravissima situazione di disabilità, alle persone anziane non autosufficienti e alle loro famiglie.
A tal proposito, la Federazione aveva richiamato l’attenzione sul rischio di rallentamenti nell’erogazione degli interventi territoriali, sottolineando appunto la necessità di «garantire certezza delle risorse, continuità delle prestazioni e uniformità dei diritti su tutto il territorio nazionale, in una fase particolarmente delicata per migliaia di famiglie».
Dopo quell’appello, dunque, sono arrivate le prime risposte istituzionali, a partire dalla registrazione, da parte della Corte dei Conti, del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio), che adotta il Piano Nazionale per la Non Autosufficienza e definisce il riparto del Fondo per le Non Autosufficienze relativo al triennio 2025-2027, con uno stanziamento complessivo pari a 3 miliardi di euro.
«Si tratta di un passaggio significativo – commentano oggi dalla FISH – per garantire continuità assistenziale, integrazione sociosanitaria e sostegno concreto alle persone anziane, alle persone con disabilità e a tutte le persone con elevati bisogni assistenziali, rafforzando la rete di protezione sociale a tutela delle persone più fragili e delle loro famiglie. Il provvedimento, inoltre, dà attuazione per la prima volta alle innovazioni introdotte dalle riforme su disabilità e anziani, consolidando un modello di welfare territoriale più vicino alle persone e orientato alla permanenza al domicilio, tramite servizi capaci di assicurare qualità della vita, dignità e presa in carico continuativa».
La Federazione ritiene anche «importante l’adeguamento dei criteri di riparto del Fondo, ora più coerenti con la reale platea dei beneficiari e con i bisogni espressi dai territori», segnalando inoltre che «nelle more del perfezionamento dell’atto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha assicurato, in raccordo con le Regioni, la continuità degli interventi territoriali rivolti alle persone non autosufficienti».
Nel valutare positivamente sia le dichiarazioni della ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Calderone, secondo cui «il Piano Nazionale 2025-2027 sarà uno strumento fondamentale per garantire un quadro di risorse stabile e certo, indispensabile per consentire ai territori di programmare interventi strutturali di lungo periodo» e anche il richiamo della viceministra Bellucci «sulla necessità di rafforzare l’integrazione sociosanitaria, la continuità assistenziale domiciliare e il monitoraggio dell’efficacia della spesa, affinché non vi siano disallineamenti territoriali e venga garantito il pieno rispetto dei diritti delle persone», la FISH conclude ribadendo «la necessità che alla registrazione del Decreto seguano rapidamente l’attuazione concreta del Piano, il pieno coinvolgimento delle organizzazioni rappresentative e un monitoraggio costante dell’effettiva ricaduta dei servizi sui cittadini e sulle cittadine, affinché i diritti sociali e assistenziali delle persone non autosufficienti siano realmente esigibili e uniformemente garantiti in tutte le Regioni». (S.B.)
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