Modello DAMA di assistenza medica avanzata alle persone con disabilità: prosegue il percorso per introdurlo in tutto il Piemonte

Nel corso di un incontro con la  Rete Obiettivo DAMA Piemonte, che punta a promuovere l’implementazione nella propria Regione del Modello DAMA (“Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”), la Regione Piemonte ha informato che il documento di ricognizione delle strutture sanitarie che offrono qualche percorso di accoglienza personalizzata per pazienti cosiddetti “non collaboranti” sarà ultimato entro luglio. La Rete resterà dunque in attesa di tale documento nei tempi indicati

Logo della rete Obiettivo DAMA PiemontePer tutto lo scorso anno avevamo seguito sulle nostre pagine i positivi sviluppi della Rete Obiettivo DAMA Torino, nata nel novembre 2024, con l’intento di promuovere l’implementazione del Modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance, ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Piemonte. Qualche mese fa l’organismo è divenuto Rete Obiettivo DAMA Piemonte, riunendo 37 organizzazioni (a questo link l’elenco completo) impegnate appunto a garantire l’accesso alle cure di persone con disabilità intellettiva, autismo e disturbi del neurosviluppo, cosiddette “non collaboranti”, e come tale ha incontrato nei giorni scorsi la Direzione Sanità della Regione Piemonte, rappresentata da Floriana Montani, con la partecipazione di Franco Ripa. All’incontro stesso era presente, in collegamento, la maggioranza delle realtà aderenti alla Rete.

Per l’occasione, dunque, la Regione ha confermato che il documento di ricognizione delle strutture sanitarie piemontesi che offrono un qualche percorso di accoglienza personalizzata per pazienti non collaboranti sarà ultimato entro luglio 2026. Dal canto suo, la Rete ha preso atto con favore di tale impegno, ritenendolo per altro una risposta ancora parziale e transitoria alle istanze poste.
L’obiettivo sostanziale resta infatti l’attuazione strutturale del Modello DAMA, con i suoi pilastri operativi, da un centralino dedicato a un’équipe formata, dalla presenza del caregiver ad ambulatori con accesso facilitato, fino al fascicolo sanitario personalizzato e a una semplificazione amministrativa.
«Tali richieste, come si legge in una nota diffusa dalla Rete – sono per altro sostenute da impegni istituzionali già assunti, ossia l’Ordine del Giorno n. 323, approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale del Piemonte il 4 agosto 2025, che impegna la Giunta ad attivare il Progetto DAMA; l’inserimento del modello tra gli obiettivi del Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 del Piemonte (Deliberazione di Consiglio Regionale n. 137-27771 del 22 dicembre 2025); una serie di Ordini del Giorno approvati dai Consigli Comunali di Druento, Nichelino, Beinasco, Collegno, Torino, Grugliasco, Mondovì, Alpignano e Chieri».

«Come chiarito più volte da Maurizio Ghelma, ideatore del modello, il DAMA – ribadiscono una volta ancora dalla Rete piemontese – non è un costo aggiuntivo ma un investimento: consente infatti la presa in carico di pazienti complessi senza interferire con l’attività ordinaria, sostituisce ricoveri plurigiornalieri con sessioni concentrate e — grazie al centralino dedicato — risolve più della metà delle richieste senza accesso fisico al presidio».
La Rete Obiettivo DAMA Piemonte resta dunque in attesa del documento regionale entro i tempi indicati, riservandosi di definire i passi successivi in coerenza con gli impegni assunti dalla Regione. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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