Quarantasei panchine azzurre in giro per l’Italia, per sensibilizzare sulla sindrome di Sjögren

Sicilia, Rimini, Napoli, Lanuvio (Roma), varie località del Salernitano e già altre due volte a Verona: sono ben quarantacinque, dal 2023 ad oggi, le panchine azzurre inaugurate in giro per l’Italia dall’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), in corrispondenza con altrettanti eventi di sensibilizzazione e informazione sulla sindrome di Sjögren e in generale sulle malattie rare. E per l’inaugurazione della quarantaseiesima panchina, si tornerà nella mattinata di domani, 10 giugno, a Verona

Verona, 10 giugno 2026, panchina azzurra, ANIMASSSicilia, Rimini, Napoli, Lanuvio (Roma), varie località del Salernitano e già due volte a Verona: sono ben quarantacinque, dal 2023 ad oggi, le panchine azzurre inaugurate in giro per l’Italia dall’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), in corrispondenza con altrettanti eventi di sensibilizzazione e informazione sulla sindrome di Sjögren e in generale sulle malattie rare. E per l’inaugurazione della quarantaseiesima panchina, dunque, si tornerà nella mattinata di domani, 10 giugno, a Verona (ore 10.30), in Piazzale Aristide Stefani, per un incontro con la cittadinanza e le Istituzioni locali, avvalendosi della collaborazione e del patrocinio della Seconda Circoscrizione e del Comune di Verona.
Saranno presenti per l’occasione, insieme a Lucia Marotta, presidente dell’ANIMASS, Elisa Dalle Pezze presidente della Seconda Circoscrizione di Verona, Francesco Casella, consigliere comunale, la consulente Martina Scarmi, oltre a volontari dell’ANIMASS e degli Angeli del Bello.

Patologia che colpisce in grande maggioranza le donne (in proporzione di 9 a 1), la sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune, sistemica, degenerativa e inguaribile che può attaccare tutte le mucose dell’organismo: occhi, bocca, naso, reni, pancreas, fegato, cuore, apparato cardiocircolatorio, apparato osteo-articolare e polmonare, degenerando spesso in linfoma non-Hodgkin, con conseguenze fatali per il 5-8% delle circa 12.000/16.000 persone malate.
Tra le malattie autoimmuni è quella con il più alto rischio di linfoproliferazioni (44 volte superiore alla popolazione generale), oltre a provocare gravi effetti non soltanto sotto l’aspetto clinico e psicologico, ma anche nei confronti della vita sociale e affettiva.
A causa della complessità clinica, una diagnosi precoce e una prevenzione mirata sono sempre molto difficili, ma assolutamente necessarie e per superare questo pesante ostacolo identificativo è opportuno lavorare in rete per la presa in carico a trecentosessanta gradi delle persone malate. Ed è importante anche la conoscenza tra i giovani, per creare attenzione e accoglienza nei confronti dei coetanei/coetanee colpiti da una malattia rara invisibile come questa, che coinvolge anche la fascia pediatrica.
Dal canto suo, l’ANIMASS si batte da 21 anni per dare dignità e tutele alle persone malate oltre ad erogare servizi, realizzare progetti mirati e finanziare la ricerca (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: [email protected].
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