Turismo accessibile: un investimento strategico per migliorare in generale la qualità dell’esperienza turistica

L’accessibilità rappresenta oggi un elemento strategico per migliorare la qualità dell’esperienza turistica, ampliare la platea dei visitatori, favorire la destagionalizzazione e rafforzare la competitività dei territori. Non dunque un costo aggiuntivo, ma un investimento capace di generare sviluppo economico, innovazione e inclusione sociale: è quanto emerso con chiarezza a Genova, durante il convegno internazionale sul tema “Destinazioni turistiche inclusive e smart: strategie per l’innovazione”

Convegno di Genova, giugno 2026, turismo accessibile

Vale oltre 400 miliardi di euro, coinvolge più di 100 milioni di cittadini e cittadine d’Europa e sostiene circa 9 milioni di posti di lavoro: è il turismo accessibile, che si conferma uno dei comparti più dinamici dell’economia turistica europea e una leva strategica per la competitività delle destinazioni, la qualità dei servizi e la piena partecipazione delle persone alla vita sociale.
Di tali temi si è discusso all’Acquario di Genova nel corso del convegno internazionale Destinazioni turistiche inclusive e smart: strategie per l’innovazione, promosso dall’ENAT, la Rete Europea per il Turismo Accessibile, insieme ad AccessibleEU, il Centro dell’Unione Europea dedicato alla promozione dell’accessibilità e all’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), come avevamo ampiamente riferito anche sulle nostre pagine.
L’evento ha riunito rappresentanti della Commissione Europea, di UN Tourism, l’organizzazione delle Nazioni Unite per il Turismo, delle città premiate da European Capitals of Tourism, iniziativa dell’Unione Europea volta a premiare le pratiche turistiche smart e sostenibili nel nostro Continente, oltreché del Ministero del Turismo, del Ministero per le Disabilità, della Regione Liguria, del Comune di Genova e delle principali organizzazioni impegnate nella promozione del turismo accessibile a livello europeo e internazionale. 300 i partecipanti, tra persone in presenza e online, in rappresentanza di 43 Paesi. Il tutto a dare vita a uno dei più importanti momenti di confronto internazionale sul turismo accessibile organizzati in Italia negli ultimi anni, confermando anche il ruolo progressivamente assunto dall’AISM come interlocutore riconosciuto a livello europeo sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione nel turismo.

«Secondo le più recenti stime europee – sottolineano dall’AISM -, il bacino dei viaggiatori con esigenze specifiche di accessibilità supera i 100 milioni di persone. In Italia il turismo accessibile genera 8,8 milioni di arrivi e 38,4 milioni di presenze nelle strutture ricettive, pari all’8,2% del totale nazionale, con un impatto economico che raggiunge quasi 10 miliardi di euro, considerando l’intero indotto. Numeri che dimostrano come l’accessibilità non rappresenti un costo aggiuntivo, ma un investimento capace di generare qualità, innovazione e crescita. Nel corso dei lavori di Genova, dunque, è emersa la necessità di accelerare gli investimenti in accessibilità, mobilità inclusiva, innovazione digitale, formazione degli operatori e accessibilità del patrimonio culturale, favorendo la diffusione di modelli condivisi a livello europeo e di strategie integrate per la costruzione di destinazioni sempre più inclusive».
Il confronto si è svolto tra l’altro in un anno particolarmente significativo: il 2026, infatti, segna, com’è noto, il ventesimo anniversario della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ha riconosciuto la piena partecipazione alla vita sociale, culturale e ricreativa come un diritto fondamentale da garantire a tutte le persone.

«Il Ministero del Turismo – ha dichiarato il responsabile di tale Dicastero Gianmarco Mazzi, in un messaggio inviato ai partecipanti all’evento – ha avviato iniziative concrete, tra cui la sottoscrizione di un Fondo Interministeriale da 50 milioni destinato alle Regioni, per sostenere progetti di turismo accessibile, migliorare i servizi e promuovere tirocini e percorsi formativi in favore dell’accoglienza delle persone con disabilità. È fondamentale lavorare insieme, proseguire il lavoro comune, valorizzando esperienze e saperi. Una collaborazione stabile tra Istituzioni, territori, operatori e Associazione del Terzo settore, potrà aiutarci ad affrontare meglio i bisogni delle persone».
«Nella riforma della disabilità – ha aggiunto nel suo videomessaggio Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità – diamo spazio al diritto delle persone con disabilità a fruire come tutti i cittadini di spiagge, mare, montagna, percorsi, culture. Lavoriamoci tutti insieme: istituzioni nazionali e territoriali, mondo privato, servizi turistici, Terzo Settore, anche per fornire le corrette informazioni e conoscenze che rendano accessibile una meta».
«Per la Regione Liguria – ha affermato dal canto suo Luca Lombardi, assessore regionale al Turismo – è motivo di grande orgoglio ospitare questo importante appuntamento internazionale. Desidero ringraziare l’ENAT, i rappresentanti delle Istituzioni europee, le organizzazioni del settore, gli operatori turistici e tutti i partecipanti che hanno raggiunto la nostra Regione da diversi Paesi. Un turismo più accessibile è un turismo migliore per tutti, compresi i residenti che ogni giorno vivono i nostri territori. Per questo esso è tra le priorità della programmazione regionale, con l’obiettivo di sostenere la crescita qualitativa dell’offerta turistica, promuovere la fruizione sostenibile del mare e dell’entroterra e favorire la destagionalizzazione dei flussi. È una politica di sviluppo che rende le destinazioni più attrattive, più sostenibili e più competitive e la Liguria vuole continuare a percorrere questa strada insieme ai propri partner nazionali ed europei, condividendo esperienze, buone pratiche e nuove idee».
«Genova accetta la sfida del turismo del futuro – ha proseguito Tiziana Beghin, assessora al Turismo del Comune di Genova -, un turismo del futuro che non può che essere inclusivo, sostenibile e a misura di tutti. Ospitare questo prestigioso confronto internazionale dimostra la ferma volontà della nostra Amministrazione di trasformare la città in un modello d’avanguardia per l’accoglienza smart». «L’accessibilità – ha aggiunto – non si limita al pur fondamentale abbattimento delle barriere fisiche e architettoniche, ma si traduce nella creazione di un vero e proprio ecosistema urbano, culturale e digitale in grado di accogliere ogni visitatore con soluzioni fluide e personalizzate. Investire in una destinazione senza ostacoli non è solo una risposta doverosa in termini di equità sociale, ma rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo economico: significa infatti elevare gli standard qualitativi di tutta la nostra filiera dei servizi, intercettando un mercato globale in forte espansione e ad altissimo potenziale. Il nostro obiettivo, pertanto, è fare in modo che l’innovazione tecnologica e la pianificazione strategica camminino di pari passo, garantendo a chiunque il diritto di scoprire e vivere appieno lo straordinario patrimonio artistico, storico e naturale del nostro territorio».
È intervenuta quindi Anna Grazia Laura, presidente dell’ENAT, affermando che «le destinazioni turistiche più innovative sono quelle che riescono a integrare l’accessibilità nella pianificazione, nei servizi e nell’esperienza dei visitatori. Questo confronto internazionale promosso a Genova dimostra quanto sia importante mettere in rete competenze, esperienze e buone pratiche per accelerare il cambiamento e costruire un turismo realmente inclusivo per tutti».
A seguire, Igor Stefanovic, coordinatore tecnico per l’Etica, la Cultura e la Responsabilità Sociale presso l’Agenzia delle Nazioni Unite UN Tourism, ha sottolineato che «l’accessibilità rappresenta oggi una delle principali opportunità per rendere il turismo più sostenibile, inclusivo e competitivo. Le destinazioni che investono nell’accessibilità migliorano infatti la qualità dell’offerta per tutti e rafforzano la propria capacità di generare sviluppo economico e benessere per le comunità locali. È del resto proprio questa la direzione che UN Tourism promuove insieme ai suoi 160 Paesi membri».
«Il turismo accessibile – ha concluso Mario Alberto Battaglia, direttore generale dell’AISM – è uno strumento concreto di partecipazione, autonomia e cittadinanza. Per questo rappresenta un tema centrale della nostra Agenda della SM e patologie correlate 2030, che punta a garantire piena inclusione e partecipazione sociale alle persone con sclerosi multipla e patologie correlate. Con questo confronto internazionale l’Italia conferma il proprio impegno nel promuovere un modello di sviluppo che unisce accessibilità, innovazione e qualità delle destinazioni».

Particolare attenzione, durante il convegno, è stata dedicata alle migliori pratiche europee nel campo delle destinazioni turistiche accessibili e smart e «le esperienze presentate – spiegano dall’AISM – hanno evidenziato come l’accessibilità rappresenti oggi un elemento strategico per migliorare la qualità dell’esperienza turistica, ampliare la platea dei visitatori, favorire la destagionalizzazione e rafforzare la competitività dei territori. Un approccio che conferma come l’accessibilità non sia un costo aggiuntivo, ma un investimento capace di generare sviluppo economico, innovazione e inclusione sociale. Tra le esperienze presentate, tra l’altro, vi sono stati anche percorsi di formazione e sviluppo delle competenze professionali nel turismo inclusivo, a conferma di come l’accessibilità richieda non solo infrastrutture adeguate ma anche nuove conoscenze e professionalità».
«Questo convegno internazionale – concludono dall’Associazione – ha confermato quindi il ruolo crescente del turismo accessibile nelle politiche europee per la sostenibilità, la competitività e la piena partecipazione delle persone alla vita sociale e culturale delle comunità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), [email protected].
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