«Non è democratico escludere una parte di pubblico dalla fruizione culturale. E crediamo tra l’altro che la nostra proposta sia anche un’occasione per implementare il pubblico delle sale»: lo dicono dall’Associazione +Cultura Accessibile, lanciando una nuova edizione della propria iniziativa volta a responsabilizzare operatori e pubblico sulla necessità di avere finalmente la produzione e la distribuzione di film italiani in versione accessibile, centrata sulla proiezione, dal 21 al 27 settembre, del film “Sogni d’oro” di Nanni Moretti
L’avevamo definita una proposta molto interessante, lo scorso anno, quella dell’Associazione +Cultura Accessibile, impegnata ormai da anni per ottenere contenuti filmici accessibili a tutti e tutte, che insieme ad alcuni importanti attori dell’industria cinematografica italiana, a partire dall’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e dall’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Digitali), aveva organizzato una vera e propria tournée in 14 cinema italiani del capolavoro di Federico Fellini La dolce vita, che vi era stato proiettato in versione digitalizzata, restaurata e resa appunto accessibile.
Quell’iniziativa, lanciata con il significativo messaggio di Tutti al cinema!, sta ora per vivere una seconda edizione, dal 21 al 27 settembre, centrata sulla proiezione del film del 1981 Sogni d’oro di Nanni Moretti, anch’esso in versione restaurata, digitalizzata e finalmente resa accessibile.
«Questa nuova edizione dell’iniziativa – spiegano da +Cultura Accessibile – vede la co-partecipazione dell’ANEC (Associazione Esercenti Cinema), ossia dell’organizzazione che rappresenta i destinatari primari della nostra campagna di sensibilizzazione, perché sono proprio gli esercenti che devono programmare le visioni inclusive nei loro calendari».
«Questa nostra battaglia per il cinema accessibile – sottolineano poi dall’Associazione – arriva da lontano, se è vero che già dal tempo della cosiddetta “Legge sul Cinema” del 2016 (Legge 220/16), facciamo pressioni affinché si ponga attenzione all’inclusione del pubblico fragile e alla necessaria produzione della resa accessibile realizzata ex ante, considerandola cioè una fase produttiva del film e non ex post (in fase conclusiva di post produzione). Nel Decreto Interministeriale 225/24, poi, la resa accessibile è divenuta un elemento escludente ai fini degli esiti dei bandi che regolano l’assegnazione dei contributi. Ora, però, tutto è fermo in attesa della pubblicazione dei Decreti Attuativi di tale norma. Auspichiamo pertanto che non si faccia un passo indietro».
«I film italiani oggi per legge accessibili – proseguono da +Cultura Accessibile – devono rientrare nella corrente programmazione delle sale, così come ormai vengono proposte le versioni in lingua originale. Perché solo con la regolamentazione dell’offerta e della programmazione delle sale si potrà dire che veramente il cinema è di tutti e per tutti. In tal senso ci fa ben sperare l’adesione di una trentina di sale in Italia e l’entusiastica disponibilità degli esercenti. Riteniamo altresì che non sia democraticamente corretto escludere una parte di pubblico che dovrebbe godere degli stessi diritti e opportunità anche in campo di fruizione culturale. E crediamo tra l’altro che la nostra proposta sia anche un’occasione per implementare il pubblico delle sale, che da tempo sono in sofferenza, facilitando l’accesso a nuovi pubblici».
Per quanto riguarda dunque la resa accessibile del film Sogni d’oro, essa è stata realizzata dagli iscritti all’edizione 2026 del corso di resa accessibile filmica, promosso anch’esso da +Cultura Accessibile.
La sottotitolazione facilitata è inserita in una traccia del DCP (Digital Cinema Package) e comparirà direttamente sullo schermo. Dell’audiodescrizione, invece, si potrà fruire tramite l’app Earcatch, scaricabile dagli store digitali sia per IOS che per Android.
Queste, infine, le città aderenti: Torino, Roma, Napoli, Milano, Venezia, Mestre, Padova, Cagliari, Parma, Bologna, Genova, Livorno, Fermo, Cattolica (Rimini), Firenze, Bari, Cologno Monzese (Milano), Rho (Milano) e le sale ACEC Marche (Associazione Cattolica Esercenti Cinema). (S.B.)
Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Daniela Trunfio ([email protected]).
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