“I tuoi occhi, il tuo futuro”: essere ciechi è una cosa diversa da non vedere

di Anna Maria Gioria*
«Essere ciechi è una cosa diversa da non vedere. Vivere esperienze estemporanee e documentarsi non è sufficiente»: è l’assioma della mostra di Lodi “I tuoi occhi, il tuo futuro”, che ha offerto la possibilità di riflettere sul fatto che il buio vada colto nella sua essenza, non considerandolo solo come privazione. Nella pratica, questo è consistito nel far comprendere alle persone vedenti che cosa voglia dire superare un ostacolo visivo, portare gli occhiali a causa di una seria disabilità visiva, guardare il mondo con gli occhi di una persona cieca

Mostra "I tuoi occhi, il tuo futuro"", Lodi, ottobre 2026«Essere ciechi è una cosa diversa da non vedere. Vivere esperienze estemporanee e documentarsi non è sufficiente»: è l’assioma della mostra I tuoi occhi, il tuo futuro che si è tenuta all’Ospedale Maggiore di Lodi dall’8 al 12 ottobre, realizzata dai soci e dai volontari dell’UICI della città lombarda (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della città lombarda. Scopo dell’esposizione è stato offrire la possibilità di riflettere sul fatto che il buio vada colto nella sua essenza, non considerandolo solo come privazione. Nella pratica, questo è consistito nel far comprendere alle persone vedenti che cosa voglia dire superare un ostacolo visivo, portare gli occhiali a causa di una seria disabilità visiva, guardare il mondo con gli occhi di una persona cieca.

Elementi alquanto significativi della mostra – promossa, in occasione della Giornata Mondiale della Vista dell’8 ottobre dall’UICI Lombardia, in collaborazione con l’Ospedale Maggiore di Lodi Distretti e Presìdi Lodigiani, con IAPB Italia, componente nazionale dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità e con l’ASST di Lodi (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) – sono stati i pannelli fotografici dimostrativi sulle ipovisioni o sulle non visioni, disposti lungo un corridoio, che hanno acconsentito la libera fruizione, offrendo l’opportunità di focalizzare, con estrema chiarezza, immagini distorte, annebbiate, offuscate, parziali e frammentate con contorni indefiniti. Riproduzioni che hanno permesso a visitatori e visitatrici di poter vedere proprio con gli occhi di una persona con disabilità visiva, calandosi per alcuni istanti nei suoi panni.

Un pannello è stato dedicato ai momenti della vita di tutti i giorni vissuti dalle persone con disabilità visiva, una tavola che ha indotto il pubblico a un’analisi riflessiva.
I tuoi occhi, il tuo futuro, dunque, sensibilizzando i visitatori, li ha condotti alla consapevolezza dell’importanza della salute oculare e pertanto al discorso sulla prevenzione. In particolare, nella mattinata inaugurale della mostra un medico oculista dell’ASST di Lodi ha parlato delle principali patologie della vista e rispetto alla prevenzione oculare, è emersa l’importanza di assumere uno stile di vita corretto, un’alimentazione equilibrata, l’utilizzo di adeguate protezioni durante l’esposizione alla luce solare o artificiale e una certa attenzione anche all’uso di telefonini e computer.

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Con i miei occhi: a Lodi una mostra ha fatto conoscere il mondo della cecità” e viene qui ripreso, con diverso titolo e minimi riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.

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