«Con questa norma nasce un sistema strutturato che riconosce e valorizza il volontariato competente come presidio di tutela per le persone non autosufficienti prive di adeguato sostegno familiare»: così dall’Associazione Tutori Volontari e dall’UTIM viene commentata l’approvazione della Legge Regionale del Piemonte “Disposizioni per la promozione dell’esercizio, a titolo volontario, degli istituti giuridici di tutore di persone interdette e di amministratore di sostegno”
«Con questa Legge Regionale, il Piemonte introduce un nuovo elemento di protezione giuridica fondato sulla relazione solidale, sulla competenza, sull’assenza di conflitti di interesse e pertanto sulla tutela effettiva dei diritti»: così Giuseppe D’Angelo, segretario dell’Associazione Tutori Volontari e Vincenzo Bozza, presidente dell’UTIM (Unione per la Tutela delle Persone con Disabilità Intellettiva), commentano l’approvazione, il 4 dicembre scorso, della Legge Regionale del Piemonte Disposizioni per la promozione dell’esercizio, a titolo volontario, degli istituti giuridici di tutore di persone interdette e di amministratore di sostegno, «con la quale – aggiungono – nasce un sistema strutturato che riconosce e valorizza il volontariato competente come presidio di tutela per le persone non autosufficienti prive di adeguato sostegno familiare».
La nuova norma del Piemonte, dunque, prevede l’istituzione di un Albo di cittadini/cittadine piemontesi, adeguatamente formati da corsi promossi dalla Regione o da enti qualificati, che ricoprono o che siano disponibili a ricoprire volontariamente il ruolo di tutore o amministratore di sostegno di persone non autosufficienti. La nomina, come sempre, viene effettuata dal Giudice Tutelare e la figura del tutore volontario si aggiunge alle attuali possibilità di rappresentanza, vale a dire familiari del beneficiario (prioritari), professionisti e funzionari dei servizi pubblici.
Ad evidenziare tre motivi che a loro dire rendono questa Legge Regionale uno strumento innovativo ed efficace, sono ancora Giuseppe D’Angelo e Vincenzo Bozza, che sottolineano innanzitutto come, «in assenza di una rete familiare disponibile o capace di assumere il ruolo di tutore o amministratore di sostegno volontario, la nuova norma riconosce la figura volontaria come risorsa alternativa rispetto alla nomina dell’ente pubblico (che è in conflitto di interessi, perché obbligato a fornire prestazioni ai richiedenti aventi diritto), oppure di professionisti (che sono spesso tutori/amministratori di decine di casi, con i quali non instaurano alcun rapporto di frequentazione e di prossimità). Proprio per favorire la qualità della relazione umana tra tutori/amministratori di sostegno volontari e beneficiari, è previsto un limite rigoroso (che invece non c’è per gli enti e i professionisti): ciascun volontario potrà cioè assumere al massimo due incarichi contemporaneamente; questo vincolo permette di dedicare tempo, ascolto e continuità alla persona non autosufficiente, restituendole dignità e presenza, non solo adempimenti amministrativi».
«Il cuore del provvedimento – proseguono quindi – è la tutela effettiva del beneficiario attraverso un “reclutamento” responsabile dei volontari. Per essere inseriti nei nuovi elenchi gestiti dagli Uffici Provinciali di Pubblica Tutela è richiesta infatti una formazione specifica, aggiornamento periodico e il rispetto di requisiti specifici definiti dal regolamento in via di emanazione. I Giudici Tutelari potranno così contare su elenchi di cittadini preparati, consapevoli del proprio ruolo, capaci di interloquire con servizi sanitari, sociali e socio-sanitari e di tutelare, quando necessario, il diritto alla cura e all’assistenza».
«E infine il volontario non viene lasciato solo – concludono i rappresentanti di Tutori Volontari e UTIM -: la Legge, infatti, prevede risorse dedicate per rafforzare gli Uffici Provinciali di Pubblica Tutela, vero fulcro operativo del sistema, incaricati di supportare, coordinare e formare i volontari. Sono inoltre previsti fondi per rimborsi spese e coperture assicurative, nonché strumenti di sostegno al volontariato organizzato, rendendo questo impegno sostenibile nel tempo e riconoscendone il valore civico». (S.B.)
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