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«Nel dibattito sull’inclusione scolastica – scrive Giorgio Sama – c’è un numero che molti agitano come una bandiera: oltre il 96 per cento degli studenti/studentesse con disabilità, in Italia, frequenta una classe comune. Una cifra così alta invita a fermarsi, a scambiarla per un traguardo. C’è chi la sventola come prova definitiva di civiltà e chi la rovescia per riaprire il discorso sulle scuole speciali. Due usi opposti dello stesso dato finiscono per cancellare ciò che dovrebbero illuminare: la vita concreta dei bambini e dei ragazzi» Nel dibattito sull’inclusione scolastica c’è un numero che molti agitano come una bandiera: oltre...
«Ci sono approcci culturali – scrive Salvatore Nocera, riflettendo su un intervento di Rosita Lanciotti da noi pubblicato -, che dovrebbero essere più diffusi, perché vanno dritti al cuore del problema, ossia come riuscire ad accogliere in condizioni di parità, nel rispetto delle loro diversità, tutti gli alunni e alunne della nostra scuola, evitando categorie e interventi speciali. Credo dunque nella necessità di confrontarsi in un ampio dibattito dal quale possano emergere una serie di proposte percorribili in tal senso» Leggo in Superando le interessantissime riflessioni di Rosita Lanciotti, pubblicate con il titolo Oltre l’inclusione: abitare la complessità umana, perché...
«Bisogna iniziare a leggere le difficoltà come il risultato dell’incontro tra persone e contesti progettati in modo inadeguato – scrive Rosita Lanciotti -. La soluzione non consiste dunque nel costruire percorsi separati, spazi protetti o riserve inclusive, ma nel mettere insieme competenze, esperienze e differenze per generare ambienti universali. Quando urbanistica, scuola, lavoro e politica abbandoneranno la logica dell’eccezione per abbracciare la complessità dell’umano, forse non avremo più bisogno di parlare di integrazione o inclusione» Per decenni abbiamo affrontato il tema della diversità umana attraverso parole rassicuranti come integrazione prima e inclusione poi. Eppure entrambe le formule contengono un limite originario:...
«Nel mondo della disabilità – scrive Elena Malagoli -, al dì là di un immaginario edulcorato, esistono anche persone che sono oltre la soglia di un incontro facile. Persone con corpi, esigenze e comportamenti “non addomesticabili”, che ci richiedono di muoverci e di andare “a casa loro” anziché invitarli “a casa nostra” in veste di ospiti ben educati. Sono persone che ci chiedono di presentarci nudi, spogliati dei nostri rassicuranti codici relazionali e dei ruoli sociali. Persone che ci chiedono autenticità» Spesso si parla di “disabili” come se fossero una categoria compatta di persone con caratteristiche comuni. In realtà la...
«Alla luce delle numerose interviste che ho condotto e che tuttora conduco nella mia rubrica “Interviste Inclusive” – scrive Marco Farina -, ho notato che la tendenza è quella di dividersi in due tipologie di persone: una che cerca di emergere fra pari e l’altra che si confronta con le realtà circostanti. Potremmo dunque dire che anche la disabilità è contraddistinta da diversi punti di vista, legati alla formazione e alle storie di vita differenti» Ho letto con attenzione l’editoriale di Filippo Visentin pubblicato nei giorni scorsi da Superando con il titolo Il vicolo cieco della visibilità: se i media...
«L’inclusione scolastica – scrivono dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati – non si costruisce attraverso scorciatoie formative, ma mediante investimenti strutturali, programmazione e valorizzazione delle competenze professionali. La scuola italiana dispone già di migliaia di docenti specializzati che attendono di poter mettere stabilmente a servizio degli alunni e delle alunne con disabilità il patrimonio di conoscenze e competenze acquisito ed è da queste professionalità che occorre ripartire» Esprimiamo forte preoccupazione per le recenti scelte adottate in materia di formazione sul sostegno e per la persistente mancata attuazione di importanti aspetti del Decreto Legislativo 66/17, che avrebbe dovuto rappresentare il punto...