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«La vera “prigione” – scrive Tonino Urgesi, riferendosi al titolo di un articolo sui caregiver familiari, apparso in questi giorni in un quotidiano nazionale – non è la persona con deficit. La prigione è l’assenza dello Stato, la solitudine delle famiglie, la mancanza di servizi, di sostegni adeguati, di politiche capaci di accompagnare realmente chi si prende cura di un proprio caro. È l’indifferenza culturale che continua a considerare il deficit come un problema privato anziché come una responsabilità collettiva»...
«Tre giorni in incubatrice a causa dell’asfissia – racconta Anna Maria Gioria – quello che il giorno prima non sarebbe successo. E a tre-quattro mesi mi diagnosticarono una vita “da bel soprammobile”, senza alcuna possibilità di movimento e di linguaggio; e invece non è andata proprio così! Ma come sarebbe stata la mia vita se fossi nata quel giorno prima? Ho più perso cose, occasioni, o ne ho avute di più? Semplice: ho avuto come tutti le mie occasioni, e...
«Ricordando il figlio con disabilità che non c’è più, quell’omone grande e grosso – scrive Elena Malagoli – stava piangendo come un bambino. E insieme a quell’omone sconosciuto, mi sono commossa anch’io, pensando a quanto è stretto e indissolubile l’abbraccio fra amore e dolore, quell’abbraccio fatale che anche io conosco così bene» Ero sul lungolago con Ilaria, io seduta su una panchina, lei nel suo passeggino da esterno. Le domeniche d’estate il lago è sempre pieno di gente, di turisti...
«Dove c’è lei – racconta Elena Malagoli -, c’è sempre anche lui. Le cammina dietro con un po’ di difficoltà e si guarda intorno da dietro gli occhiali spessi, con quell’espressione stupita e curiosa da perenne ragazzino. Invece è un uomo di 32 anni che una malattia genetica ha reso fragile, sia fisicamente che mentalmente e che la madre ha cresciuto da sola. “Facciamo l’aperitivo?”, chiede emozionato e questa sua emozione è per il fatto di essere anche lui in...
«Non abbiamo bisogno soltanto di più servizi per la disabilità – scrive Tonino Urgesi -, abbiamo bisogno di una società più capace di riconoscere l’umano nelle sue diverse forme. E la sfida del futuro non è costruire luoghi dove “collocare le persone fragili”, ma è costruire comunità dove nessuno venga percepito come fuori posto. Il cosiddetto “Durante Noi”, quindi dovrebbe diventare il tempo della responsabilità condivisa in cui si prepara una società capace di accogliere il “Dopo di Noi”» La...
«Nessuno, in una classe di scuola, si alza per dire di avere un pregiudizio – scrive Giorgio Sama -, lo negherebbe in buona fede. Eppure il pregiudizio lavora lo stesso, e lo fa nei dettagli: il banco scelto una fila più in là, gli occhi che si spostano quando l’altro parla, la mano che al momento di formare le coppie cerca qualcun altro, il nome di quel compagno pronunciato solo quando serve un favore. Non è la disabilità a isolare,...
Apprezzata attrice teatrale, donna con disturbo dello spettro autistico di cui seguiamo sempre con piacere le varie performance, Elena Tomei porterà in scena l’11 luglio a Roma, nell’àmbito dell’edizione 2026 della rassegna “Corti d’Estate”, il monologo “Immobile”, scritto e diretto da Salvatore Riggi, in cui si racconta il trauma di una sopravvissuta al terremoto dell’Irpinia del 1980 Apprezzata attrice teatrale, donna con disturbo dello spettro autistico di cui seguiamo sempre con piacere le varie performance, Elena Tomei porterà in scena...

Durante il recente evento di Rimini “ExpoAid 2026”, per tre giorni lo stand di SIDIMA (Società Italiana Disability Manager) e AIDIMA (Associazione Italiana Disability Manager) ha rappresentato un punto di informazione, orientamento e confronto, dedicato alla conoscenza della realtà associativa e alla promozione della figura del disability manager. E per l’occasione le due organizzazioni hanno anche proposto il seminario intitolato “La figura del disability manager” Durante il recente evento di Rimini ExpoAid 2026, per tre giorni lo stand di SIDIMA...
«Il paternalismo – scrive Luca Grecchi -, minando la fiducia nell’autoefficacia della persona con disabilità, le lascia credere di essere un individuo fragile necessitante di ricevere protezione, dando in cambio docilità, con la conseguenza che il bene offerto produce non autonomia, ma dipendenza; è una forma di prevaricazione, perché tende a far permanere l’altra persona in un’indesiderabile condizione di minorità. Ed è anche una modalità subdola, poiché spesso non viene percepita come tale, almeno in maniera consapevole, da chi la subisce»...