Non va consolidato un canale parallelo di accesso all’insegnamento di sostegno

In soli due giorni una petizione promossa dal MUISS (Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale) è stata sottoscritta da oltre 2.000 persone, che chiedono il ritiro immediato di un emendamento discusso domani, 7 ottobre, in Senato, volto ad attivare ulteriori corsi INDIRE per la specializzazione sul sostegno nell’anno 2026, questione sulla quale si è espressa su toni analoghi anche la Federazione FISH

Insegnante di sostegno con un bimboCome già riferito in altra parte del giornale, in meno di due giornate una petizione promossa dal MUISS (il Movimento Unitario per l’Inclusione Scolastica e Sociale che verrà tra l’altro presentato domani, 7 ottobre, a Roma), è stata sottoscritta da oltre 2.000 persone (e si può tuttora sottoscriverla tramite questo link), che chiedono il ritiro immediato di un emendamento discusso sempre domani, 7 ottobre, in Senato, volto ad attivare ulteriori corsi INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) per la specializzazione sul sostegno nell’anno 2026, una questione sulla quale si è espressa su toni analoghi anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

«Tale proposta – dicono dal MUISS – snatura la finalità della Legge 106/24, che prevedeva percorsi di formazione in via straordinaria e transitoria per rispondere a una specifica emergenza, trasformando invece una misura eccezionale in una disposizione strutturale. Si rischia in tal modo di consolidare un canale parallelo di accesso all’insegnamento di sostegno, attraverso percorsi fruiti interamente online e troppo brevi per poter garantire una formazione adeguata, con inevitabili ricadute sulla qualità dell’inclusione scolastica».

«Sottolineiamo inoltre – aggiungono dal nuovo Movimento – che l’attivazione di nuovi corsi potrebbe saturare le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), compromettendo l’accesso alla professione per chi ha scelto di intraprendere percorsi universitari di specializzazione completi e qualificati, come quelli previsti dal Decreto Ministeriale del 30 settembre 2011».
«Chiediamo dunque ai Senatori – concludono – di ritirare l’emendamento e di ricevere una delegazione per illustrare le motivazioni pedagogiche, culturali e professionali alla base della richiesta. Perché difendere la qualità della formazione dei docenti di sostegno significa difendere la scuola pubblica e il diritto di tutte e tutti a una didattica realmente inclusiva».  (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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