Non solo l’aggiornamento di un termine superato, ma l’affermazione di una diversa concezione della disabilità

di Gianfranco Salbini*
«Bene – scrive Gianfranco Salbini – la sostituzione nella Costituzione del termine “minorati” con l’espressione “persone con disabilità”. Come Associazione di familiari di persone con sindrome di Down lo sappiamo bene: le parole sono pietre e lame e tante volte, usate male, feriscono i nostri figli e noi. Ma non si tratta soltanto di aggiornare un termine ormai superato, bensì anche di affermare una diversa concezione della disabilità, che metta al centro la persona e la sua partecipazione alla vita sociale»
Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 1947 con la pubblicazione della Costituzione
La Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 1947 che pubblicò la nostra Costituzione

Abbiamo accolto con favore il primo via libera, da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato, alla modifica costituzionale che nell’articolo 38 della Carta sostituisce il termine “minorati” con l’espressione “persone con disabilità”. Le parole, infatti, hanno un peso e contribuiscono a definire il modo in cui la società guarda alle persone e ne riconosce la dignità.
Come Associazione di familiari di persone con sindrome di Down lo sappiamo bene: le parole sono pietre e lame e tante volte, usate male, feriscono i nostri figli e noi. Per questo riteniamo importante che anche il linguaggio della Costituzione si allinei a una visione fondata sui diritti umani, sul rispetto della persona e sulla piena inclusione.
Si tratta infatti di un segnale culturale significativo, coerente con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, di cui tra l’altro, nel prossimo mese di dicembre, celebreremo i 20 anni. Non si tratta soltanto di aggiornare un termine ormai superato, ma di affermare una diversa concezione della disabilità, che metta al centro la persona e la sua partecipazione alla vita sociale.
Il via libera da parte della Commissione del Senato è per altro solo il primo passo del lungo iter di una revisione costituzionale, previsto dall’articolo 138 della Costituzione: i prossimi passaggi saranno l’approvazione dell’Aula del Senato, il successivo esame della Camera e una seconda deliberazione da parte di entrambe le Camere a distanza di almeno tre mesi dalla prima votazione. Solo al termine di questo percorso la modifica potrà entrare in vigore.
Il voto unanime in Commissione rappresenta in ogni caso un primo passaggio istituzionale importante verso l’aggiornamento del linguaggio costituzionale in materia di disabilità. Auspichiamo quindi che l’iter parlamentare possa concludersi positivamente e in tempi rapidi, portando a compimento una riforma dal forte valore simbolico e civile.

*Presidente nazionale dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down).

Al tema delle modifiche costituzionali legate alla disabilità abbiamo già dedicato i testi:
° Per il pieno riconoscimento dei diritti e della dignità delle persone con disabilità nella nostra Costituzione.
° Disabilità un mondo a parte? Attenzione a non rafforzare questo pregiudizio di Katia Caravello.
° La disabilità in Costituzione è una scelta di civiltà che rafforza la Repubblica
di Vincenzo Falabella.
° I diritti delle persone con disabilità non possono rimanere semplici dichiarazioni di principio
di Raffaele Goretti.
° La disabilità in Costituzione, la “discriminazione positiva” e la mancata attuazione dei diritti
di Salvatore Nocera.
° La Costituzione e la disabilità: le parole non possono restare a metà strada di Daniele Romano.
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