«L’inclusione degli alunni con disabilità – scrivono numerosi docenti ed educatori della scuola – non è un adempimento statico, ma un processo dinamico basato sul Progetto di Vita dell’alunno. Le disposizioni introdotte dal recente “Decreto Scuola” alterano invece drasticamente questo equilibrio pedagogico tramite una serie di punti»
Scriviamo a nome dei docenti e delle educatrici della scuola, mossi dalla responsabilità quotidiana che nutriamo per il nostro lavoro e dalla costante tutela dell’interesse superiore e del diritto allo studio dei nostri studenti.
L’analisi del provvedimento “urgente” “Decreto Scuola” (Decreto Legge 170/26), in particolare nei suoi articoli 1, 12 e 13, suscita in noi una profonda inquietudine. Riteniamo che tali norme riflettano un cambio di paradigma preoccupante: rispetto al passato, l’attuale visione politica sulla scuola sembra essersi spostata dalla gestione dell’accoglienza, della facilitazione e dell’inclusione al controllo burocratico e al riequilibrio sanzionatorio della composizione delle classi.
Vogliamo rappresentare queste criticità attraverso la voce di chi opera quotidianamente sul campo, affrontando i due grandi àmbiti dell’inclusione scolastica: la disabilità e l’integrazione degli alunni con background migratorio.
Nello specifico della disabilità, trattata nell’articolo 1 del Decreto, vogliamo innanzitutto dire che l’inclusione degli alunni con disabilità non è un adempimento statico, ma un processo dinamico basato sul Progetto di Vita dell’alunno. Le disposizioni introdotte, invece, alterano drasticamente questo equilibrio pedagogico tramite i seguenti punti:
° Rigidità delle risorse vs Visione ICF: prevedere logiche rigide nel supporto ignora l’impostazione dell’ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), secondo cui le necessità variano in base allo sviluppo e al contesto. Ridurre le persone con disabilità a mere “sopravvenute condizioni”, diagnosi o codici numerici nega l’imprevedibilità e la ricchezza dello sviluppo umano e sociale.
° L’irrealismo delle tempistiche del PEI: richiedere l’approvazione del PEI definitivo entro il 15 ottobre significa ignorare i tempi della scuola. A giugno si valuta l’anno trascorso, a inizio anno scolastico le nomine dei docenti si completano raramente prima di ottobre. Pretendere l’osservazione, la progettazione del Consiglio di Classe e la convocazione del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo sull’Inclusione) in un solo mese riduce il PEI a una formalità frettolosa.
° Lo smantellamento del GLO e il silenzio sugli assistenti: il Gruppo di Lavoro Operativo sull’Inclusione è la nostra “comunità educante”. Avallare l’assenza di componenti fondamentali (come i genitori) o la diserzione degli Enti Locali ferisce il diritto all’inclusione. Inoltre, il provvedimento tace del tutto sugli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, non citarli significa perpetuare la loro invisibilità e marginalità, pur essendo figure educative irrinunciabili per coloro che ne hanno bisogno.
*A questo link è disponibile il testo integrale del contributo, sotto forma di lettera inviata alla Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Istruzione e del Merito e agli altri Ministri, con le parti riguardanti anche altri temi trattati nel Decreto Legge 170/26 e con l’elenco degli 80 firmatari, tra docenti ed educatori della scuola.
Alla questione trattata nel presente testo abbiamo già dedicato: Ma il Piano Educativo Individualizzato non è un impiccio burocratico! di ANFFAS Nazionale e AIPD Nazionale (a questo link); I nostri figli con disabilità non sono una pratica da snellire! di Marie Helene Benedetti (a questo link); Tutti quelli che dicono: il Piano Educativo Individualizzato non è affatto un impiccio burocratico! (a questo link); Piani Educativi Individualizzati di studenti e studentesse con disabilità: il Ministro scrive ai genitori (a questo link); Ancora a proposito dei Piani Educativi Individualizzati degli studenti e delle studentesse con disabilità di Roberto Speziale e Gianfranco Salbini (a questo link); Piani Educativi Individualizzati: la diagnosi può essere la stessa, un bambino no di ABC Italia (a questo link); Alcune ragioni per cui il nuovo “Decreto Scuola” fa arretrare di parecchio l’inclusione scolastica di Paola Di Michele (a questo link).
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