Il Piano Educativo Individualizzato deve restare lo strumento chiave

Una memoria contenente una serie di emendamenti al Decreto Legge 170/26, il cosiddetto “Decreto Scuola”, per sottolineare la centralità del Piano Educativo Individualizzato (PEI) nell’inclusione scolastica degli alunni e delle alunne con disabilità, definendolo come «lo strumento chiave per trasformare la conoscenza della persona e dei suoi bisogni in obiettivi e sostegni concreti», è stata presentata dalla Federazione FISH, in sede di audizione presso la 7ª Commissione Permanente del Senato

Una penna e la scritta PEI in rosso sopra a un blocchetto a quadrettiUna memoria contenente una serie di emendamenti al Decreto Legge 170/26, il cosiddetto “Decreto Scuola”, per sottolineare la centralità del Piano Educativo Individualizzato (PEI) nell’inclusione scolastica degli alunni e delle alunne con disabilità, definendolo come «lo strumento chiave per trasformare la conoscenza della persona e dei suoi bisogni in obiettivi e sostegni concreti», è stata presentata, in sede di audizione presso la 7ª Commissione Permanente del Senato (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport), dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), secondo la quale, «per essere davvero efficace, la progettazione del PEI deve basarsi sulla collaborazione tra le parti interessate, su responsabilità chiare, su risorse adeguate e sulla capacità di adattarsi all’evoluzione del percorso formativo dell’alunno».
Su tali basi, la Federazione ha evidenziato come «eventuali interventi di semplificazione normativa non debbano mai compromettere la qualità del PEI né la tempestività dei sostegni. Risulta quindi fondamentale valorizzare la partecipazione attiva delle famiglie, il lavoro di squadra del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione) e il coinvolgimento diretto degli studenti per integrare competenze e aspettative diverse».

«Il PEI – ha sottolineato Roberto Speziale, vicepresidente vicario della FISH che ha rappresentato la Federazione all’audizione – non rappresenta un mero adempimento formale o uno strumento di gestione delle risorse disponibili, ma deve rimanere il risultato di una valutazione individualizzata e partecipata, dalla quale discendano gli interventi e i sostegni necessari a garantire il diritto all’istruzione. È fondamentale ricordare sempre che dietro ad esso ci sono alunni e alunne con disabilità con una propria storia, con proprie necessità e una propria individualità, e non numeri, e che quindi come tali hanno il diritto di andare a scuola con adeguati e giusti sostegni che sono il cuore del PEI e il frutto di una corresponsabilità educativa condivisa. Proprio per salvaguardare questo diritto, le nostre osservazioni sono volte ad evitare che la semplificazione delle procedure e l’introduzione di termini più stringenti siano causa di indebolimento della progettazione individualizzata, della partecipazione delle famiglie e delle persone con disabilità e delle garanzie relative ai sostegni».

«Per questo – ha concluso – riteniamo fondamentale: salvaguardare la verifica collegiale annuale e consentire a tutte le componenti del GLO, comprese le famiglie, di richiedere un aggiornamento; estendere la definizione del fabbisogno anche agli altri sostegni non didattici, compresa l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione, evitando differenti livelli di tutela all’interno dello stesso PEI; garantire la continuità didattica; avere garanzie rafforzate per la partecipazione delle famiglie e delle persone con disabilità e degli altri componenti previsti al GLO; prevedere un aggiornamento dei modelli nazionali di PEI e delle relative Linee Guida; valutare un regime transitorio per l’anno scolastico 2026/2027, anche in considerazione del fatto che alcuni dei termini introdotti dal Decreto risultano già decorsi all’entrata in vigore di esso».

«Le nostre proposte – riassumono dunque dalla FISH – mirano a richiedere regole chiare e uniformi a livello nazionale, evitando incertezze operative e disparità territoriali, con l’obiettivo finale di garantire a ciascun studente un effettivo diritto all’istruzione e all’inclusione». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
Al dibattito sul “Decreto Scuola” abbiamo finora dedicato i seguenti testi: Ma il Piano Educativo Individualizzato non è un impiccio burocratico! di ANFFAS Nazionale e AIPD Nazionale (a questo link); I nostri figli con disabilità non sono una pratica da snellire! di Marie Helene Benedetti (a questo link); Tutti quelli che dicono: il Piano Educativo Individualizzato non è affatto un impiccio burocratico! (a questo link); Piani Educativi Individualizzati di studenti e studentesse con disabilità: il Ministro scrive ai genitori (a questo link); Ancora a proposito dei Piani Educativi Individualizzati degli studenti e delle studentesse con disabilità di Roberto Speziale e Gianfranco Salbini (a questo link); Piani Educativi Individualizzati: la diagnosi può essere la stessa, un bambino no di ABC Italia (a questo link); Alcune ragioni per cui il nuovo “Decreto Scuola” fa arretrare di parecchio l’inclusione scolastica di Paola Di Michele (a questo link); L’inclusione degli alunni con disabilità è un processo dinamico basato sul Progetto di Vita di Vari docenti ed educatori della scuola (a questo link); Le critiche dell’Autorità Garante al “Decreto Scuola” (a questo link).
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