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«In filosofia – scrive Luca Grecchi – il “bene”, per un essere umano, consiste in ciò che fa fiorire la sua umanità. Va da sé, dunque, che il “male” che il male consiste in ogni mancanza di rispetto e di cura. Alla presentazione, però, del mio libro “Filosofia, inclusione, comunità”, non seppi rispondere alla semplice domanda di un anziano signore, ossia “perché, secondo lei, il buon Dio ha creato tanta sofferenza, ad esempio per quei bambini disabili con gravissime malattie,...
«Riportare il confronto nelle sedi adeguate – scrive tra l’altro Daniele Romano – significa restituire alla disabilità la sua vera natura: non un tema emergenziale o d’intrattenimento, ma una questione di diritti civili, politici ed economici. I luoghi, quindi, in cui si deve tornare a discutere e, soprattutto, a decidere sono ben precisi, vale a dire le sedi istituzionali e i tavoli di bilancio, la scuola e le università, i luoghi di lavoro e il confronto sindacale» Esiste un confine...
«Da un lato – scrive Vincenzo Falabella – l’evento “ExpoAid” ha portato a una significativa ricchezza di contenuti, relazioni e consapevolezze, dall’altro, la consapevolezza che la partecipazione non è ancora pienamente garantita e che permangono barriere rilevanti. La sfida è quindi quella di costruire spazi permanenti, realmente accessibili e inclusivi e in questo percorso, le associazioni devono rafforzare la propria funzione originaria di rappresentanza e costruzione del confronto pubblico, tornando a essere luoghi aperti e inclusivi, capaci di accogliere la pluralità...
«Partendo da se stesso – scrive Luca Grecchi -, ma senza farlo emergere, per attribuire al brano maggiore universalità, in “Vengo anch’io, no tu no” il grande cantautore Enzo Jannacci si immedesimava con le persone escluse, che trascorrono la giovinezza, e spesso l’intera vita, senza amici. Quante volte le persone con disabilità, soprattutto intellettiva, vengono in maniera analoga emarginate dai coetanei! Un papà o una mamma sanno bene cosa vuol dire sentirsi dire sempre di no, che i propri figli...
«Bene – scrive Gianfranco Salbini – la sostituzione nella Costituzione del termine “minorati” con l’espressione “persone con disabilità”. Come Associazione di familiari di persone con sindrome di Down lo sappiamo bene: le parole sono pietre e lame e tante volte, usate male, feriscono i nostri figli e noi. Ma non si tratta soltanto di aggiornare un termine ormai superato, bensì anche di affermare una diversa concezione della disabilità, che metta al centro la persona e la sua partecipazione alla vita...
«Conviene dire una cosa scomoda – scrive Giorgio Sama -, senza girarci intorno. Non tutte le disabilità trovano la stessa accoglienza in un gruppo di giovani a scuola. E ce n’è anche un’altra, ancora più ruvida: l’accoglienza è massima quando il compagno con disabilità ha bisogno di aiuto, cala invece quando con lui occorre ottenere un risultato o costruire un’amicizia vera. Da debole è dei nostri. Da pari, molto meno» Conviene dire una cosa scomoda, senza girarci intorno. Non tutte...

Michael Haddad, persona libanese con disabilità, atleta e imprenditore sociale noto per le straordinarie imprese compiute utilizzando un esoscheletro intuitivo, ha dedicato la vita a sfidare i propri limiti e a sostenere cause globali come l’azione per il clima, per lo sviluppo sostenibile e per l’inclusività. Ora è fortemente impegnato per la pace ed è il caso di prendere esempio da lui, per lanciare anche dall’Italia il grido di rifiuto di tutte le guerre, ben note anche come “la più grande fabbrica...
«Da vent’anni – scrive Elena Malagoli – mi prendo cura del corpo fragile di mia figlia, un corpo piccolo, malato, provato da disabilità multiple e complesse, che per me è diventato una chiave per leggere non solo la nostra esperienza, ma anche il mondo e le relazioni. Questo mondo che purtroppo parla – ancora e sempre più – di guerra fra popoli, di vittime, di violenza. Ma quando passi vent’anni a custodire una vita vulnerabile, diventa difficile capire come si...

«Per molte persone con disabilità – scrivono dall’Associazione ANGSA -, l’autonomia non è mai un fatto scontato e quando accade un episodio come quello che ha coinvolto un ragazzo con autismo rimasto ferito sul treno Viterbo-Roma, il danno non è soltanto fisico, ma può essere emotivo, relazionale, educativo. Alle istituzioni, alla scuola, ai gestori del trasporto pubblico e alla comunità educante chiediamo dunque attenzione, responsabilità e impegno. Perché quando l’autonomia conquistata da una persona con disabilità viene ferita, tutti abbiamo il...